Ex amaranto. Camporese stupisce tutti e dà l’addio al calcio giocato
Crespina Lorenzana – È della giornata di ieri, venerdì 4 settembre, l’annuncio a mezzo social con cui l’ex difensore centrale del Livorno Michele Camporese ha dichiarato la propria volontà di dire addio al calcio giocato, non senza prima aver ringraziato i propri genitori e la propria moglie per il supporto ricevuto nei lunghi anni in cui lo stesso calciatore ha svolto attività agonistica ad altissimi livelli: per quanto si tratti di una decisione che era nell’aria da tempo, la scelta di Camporese non è esente dal destare meraviglia per un calciatore che, arrivando a Livorno lo scorso 28 gennaio, aveva dimostrato di essere integro fisicamente e certamente in grado di dare una grande mano alla causa amaranto con le sue 11 presenze distribuite tra febbraio e aprile, per un totale di 900 minuti giocati nell’arco di tre mesi esatti.
Nato a Pisa il 19 maggio di 34 anni fa e cresciuto calcisticamente nel floridissimo settore giovanile della Fiorentina - con cui si è aggiudicato, tra le altre cose, una Coppa Italia Primavera e una Supercoppa Italiana Primavera - Camporese si ritira dall’attività agonistica lasciandosi alle spalle sedici anni di calcio professionistico, caratterizzati da quattro campionati di Serie A, undici campionati di Serie B e uno di Serie C: il suo esordio nella massima serie – categoria in cui è sceso in campo vestendo le maglie di Fiorentina ed Empoli – risale al 20 novembre 2010 (Milan-Fiorentina 1 a 0); limitando il bilancio alle sole partite di campionato, Camporese può contare 305 presenze nei tre maggiori campionati professionistici italiani, distribuite tra Serie A (18 presenze e 1 gol), Serie B (261 presenze, 15 gol e 6 assist) e Serie C (26 presenze e 2 gol).
In carriera, l’ex difensore amaranto ha vestito le maglie di Fiorentina, Cesena, Bari, Empoli, Benevento, Foggia, Pordenone, Cosenza, Reggina, Feralpisalò, Milan Futuro e Livorno.
Qui di seguito, vi proponiamo integralmente il messaggio social con cui ha inteso salutare tutte coloro e tutti coloro che gli sono stati vicini in questo suo percorso, professionale e non solo: "Quella voglia di diventare calciatore in tutte le maniere. La soddisfazione della vittoria, il malumore della brutta prestazione, l‘inizio degli infortuni e la speranza di tornare meglio di prima. Sicuramente un viaggio formativo, impegnativo e a tratti davvero soddisfacente. Oggi mi fermo definitivamente col calcio giocato, con la solita speranza di riuscire a realizzarmi anche in quello che verrà. Mi sembra doveroso ringraziare tre persone in particolare: i miei genitori e mia moglie, per tutti i sacrifici che hanno fatto negli anni, dalle rincorse al pulmino per andare ad allenarmi, ai viaggi disperati per vedersi qualche ora. Grazie”.


