Women: una retrocessione amara, ma si può ripartire
Livorno - Il basket ha imitato il calcio. Le Women hanno subìto l'onta della retrocessione dopo la serie degli spareggi contro Napoli e dopo due anni nell'olimpo del basket femminile tornano nel purgatorio della serie A2. Un declassamento che non solo non era paventato dalla società nella preparazione tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, ma neanche ripetere il torneo della scorsa stagione che vide le labroniche salvarsi anche quella volta ai play-out sembrava potesse ripetersi. Del resto il desiderio di patron Bottoni era di agguantare un posto per i play-off e la squadra era stata costruita apposta, soprattutto con l'inserimento di giocatrici straniere di un certo calibro come Willis, l'esperta Vujovic e l'ex NBA Kelly, ma pure la Carpreux prometteva bene con il suo bagaglio d'esperienza internazionale; di contorno un roster completato con italiane di affidamento. Eppure coach Piazza metteva in guardia l'ambiente già nel pre-campionato, notando amnesie difensive e poca continuità nell'arco dei quaranta minuti; i fatti le avrebbero purtroppo dato ragione nel corso del torneo, con la squadra sempre a lottare tra il penultimo ed il terzultimo posto in piena zona play-out, anche se dopo la vittoria contro Parma la speranza di poter centrare in extremis l'obiettivo massimo stagionale era spuntata.
Mediocrità, quindi? Quando si retrocede è indubbio che si è la peggiore squadra, però stentiamo a credere che le singole giocatrici, nel complesso, valgano un ultimo posto anche se probabilmente a qualcuna la A1 sta un po' larga. Il problema è semmai un amalgama che non c'è mai stato al quale va aggiunta anche una certa dose di sfortuna: forse una Kelly al meglio nel rush finale di torneo, così come il blocco contemporaneo di Sarti e Balestra ha causato una panchina corta che ha fatto sentire i suoi effetti, avrebbero fatto certamente comodo, ma anche la cattiveria ha fatto la sua parte nel senso che è mancata (anche durante la stagione regolare) ed alla fine è quella che ha permesso a Pozzuoli e Napoli di beffare le livornesi; tornando al roster, in generale però solo la Willis è riuscita ad offrire un rendimento costante, mentre molte compagne sono andate a intermittenza. Pure troppo.
E adesso? Bottoni se ne sta ancora in silenzio, sicuramente schiumando rabbia perché questo colpo di scena non se lo aspettava certamente. La A2 è ben altro campionato, tecnicamente molto inferiore, ma altrettanto agonistico, solo che è ancora presto per capire come la società intenderà muoversi. Non crediamo ci siano problemi economici che non permettano di costruire una squadra che possa immediatamente risalire e rifuggiamo pure l'idea di un repulisti generale. Alcune giocatrici al piano di sotto sono un lusso e farebbero senza dubbio la differenza. Non ci resta che aspettare la fine del travaso di bile del patron e che la rabbia di adesso la trasformi in energia da riversare magari in un programma a medio termine per costruire in futuro un roster valido capace di tornare da dove la squadra è stata cacciata. Non è così impossibile.


