Dalle prossime mosse capiremo le ambizioni
Livorno - La partenza del calciomercato amaranto è stato all'ìnsegna di movimenti previsti. Nico Pulzetti lascia la compagnia dopo tre anni di cui gli ultimi due contraddistinti da alti e bassi. Resta in A come desiderava e fa tutti contenti, in primis Spinelli che mezzo milione comunque ce lo ha recuperato col solo prestito; un po' meno felice sarà stato Pillon, il quale una soluzione nel mezzo del campo col riminese affiancato a Luci la vedeva bene, ma tenere per il terzo anno un giocatore contro voglia non conviene a nessuno. Ritroverà Ventura che lo lanciò a Verona, uno dei pochi positivi tra i veneti. Dovrà però sudarsela la maglia Pulzetti, perché ad oggi a Bari dovrà vincere la concorrenza di tipi come Gazzi, Donda e Donati, benché almeno uno di questi sia in predicato a lasciare la Puglia. Una precisazione per i tifosi biancorossi entusiasti in queste ore per l'arrivo dell'ex labronico: Nico non è il sostituto naturale di Almiron; il ruolo di regista non gli si addice proprio.
L'altra novità è una ratifica in entrata: Schiattarella è ufficialmente amaranto. Un accordo raggiunto da diverse settimane. Esterno di destra, sia terzino che ala, un giocatore quindi versatile, di quelli che piacciono al mister anche se non lo ha scelto lui. Giovane 23enne, su cui si può lavorare sopra.
E ora? Viene il bello, perché si tratta di capire quali saranno le ambizioni della società. Luci è un buon centrocampista, ma per pensare in grande non basta. Per farlo, uno come Carobbio sarebbe stato indispensabile. I nomi come quelli di Lambrughi, Salviato, Pagano e Sestu sono validi e graditi dalla guida tecnica, anche se probabilmente al massimo consentono un torneo da mina vagante con zero rischi e qualche soddisfazione, forse quello che vuole il presidente in linea col celeberrimo programma triennale, ma che gran parte dei tifosi fatica ad accettare dopo tre anni di cadetteria conditi da due promozioni in A. E non dimentichiamoci che la priorità societaria è disfarsi degli stipendi più pesanti, cosa che non la si risolve in pochi giorni; basta vedere la faccenda di Knezevic e quella di Tavano che se non si è del tutto aperta è questione comunque di poco tempo: che ne farà Spinelli dei soldi guadagnati e risparmiati? Incasserà e basta? O li reinvestirà? L'eterno dilemma ad ogni sessione di mercato, con i sostenitori che vivono nel terrore che la risposta sia purtroppo scontata.


