Surraco recupera, ma domani mancheranno in quattro
Livorno - Surraco sì, Tavano no. Il Livorno domani contro la Reggina dovrà rinunciare a uno dei suoi infortunati di lusso. L'esterno ce l'ha fatta a riprendersi dalle randellate alla caviglia rimediate a Grosseto, mentre la punta viene tenuta precauzionalmente a riposo per evitare ricadute agli adduttori sperando che per sabato prossimo a Modena possa esserci. Le novità principali per il Livorno sono queste, alle quali deve aggiungersi anche l'indisponibilità di Bernardini per problemi fisici avuti una settimana fa; già si sapeva invece della squalifica per Schiattarella e del nuovo stop per guai alla caviglia di Volpato. C'è da registrare anche il ritorno in trincea di Knezevic, così che il quartetto di difesa dovrebbe essere composto da Perticone, Miglionico, il croato e Lambrughi. A centrocampo ce la fa Pagano, ex di giornata che a Bergamo aveva risentito di un affaticamento muscolare; si posizionerà a sinistra con Surraco dalla parte opposta; in mezzo il duo Iori-Luci. Ad affiancare Dionisi in avanti potrebbe esserci Cellerino, cui il gol in Tim Cup ha dato nuova fiducia.
Al "Picchi" arriva la Reggina che non ti aspetti. Partita con molta diffidenza anche da parte della propria tifoseria, la squadra si è collocata terzo posto con 21 punti e adesso galvanizzata anche dal passaggio del turno in Tim Cup conseguito con il 4-2 di Frosinone seppur ai supplementari. Il ritorno al gol del vecchio bomber Bonazzoli (capocannoniere col padovano Succi a 9 centri), la rivelazione Viola, Missiroli, Tedesco, l'esuberanza di Sy sono gli obiettivi principali del Livorno, da tenere costantemente sott'occhio. Gioca bene la squadra di Atzori e dopo il rotondo 0-4 subito a Padova l'11 settembre, ha azzeccato un filotto di sette risultati utili con quattro vittorie e tre pareggi. Terzo posto fin'ora più che meritato come ha detto mister Pillon in conferenza stampa. Insomma il derby cromatico tra labronici e calabresi promette spettacolo e vista l'importanza che riveste, c'è da augurarsi che ci possa essere una buona cornice di pubblico.


