Il dilemma di gennaio, accontentarsi od azzardare?
Livorno - Meno tre. Lunedì si apriranno i battenti del calciomercato invernale, ultima possibilità per chi deve raddrizzare una stagione o ad ambire a grossi traguardi. Paradossalmente il Livorno si trova in mezzo a queste due posizioni: la squadra sta facendo bene eppure ha bisogno di rinforzi se vuole aspirare a qualcosa di più di un buon campionato. Ma lo vuole? Il programma triennale è ufficialmente ancora valido, ma se capitasse l'occasione per arrivare a competere una volta per tutte contro le grandi favorite (tra l'altro fin qui tutt'altro che irresistibili), Aldo Spinelli si tirerebbe indietro? Ok, il bilancio, sfoltire la rosa, programmare senza fretta puntando sui giovani, tutto giusto, però il Livorno è in piena corsa play-off, forse andando anche aldilà di quelle che erano le aspettative più rosee alla vigilia del campionato; fatto sta che in quella posizione c'è e questo è il momento di scoprire le carte una volta per tutte: accontentarsi o azzardare? Intanto il muro di silenzio sulle operazioni di mercato mostra diverse brecce: Zoboli, Granoche, Pellè, Santoruvo, Polito, Pestrin, Loria: il primo "settebello" di nomi è servito, nomi concreti, nel senso fattibili per le tasche amaranto, ma si allunga anche la lista degli indiziati a partire anche se qualcuno emerso nelle ultime ore non ce l'aspettavamo, a cominciare da Bernardini fino ad oggi più che sufficiente nelle sue apparizioni, sia da centrale sia da terzino destro, forse la vera alternativa a Perticone sulla fascia senza nulla togliere a Salviato, ottimo in prospettiva, ma che ci pare mostri ancora delle difficoltà a svolgere i compiti che Pillon gli affida. E' giovane comunque e destinato sicuramente a crescere. Per gli altri invece andarsi a fare le ossa altrove (Prutsch, Di Bella, Volpe, Mazzoni, Cellerino) è assai auspicabile, giusto anche dare la possibilità a chi non sente più la fiducia attorno a sé di trovare stimoli altrove. Il tutto è propedeutico in vista di almeno un acquisto di qualità che almeno in attacco faccia la differenza. Che poi ci sarebbe da disquisire se sia solo là davanti che la squadra abbia bisogno di sostanza. Ad esempio, fascia sinistra: come sta Pieri (ko da ottobre)? Affidabile? Abile ed arruolato? Centrocampo: stesse domande sul conto di Parravicini (fermo addirittura da settembre) dal quale ci si attendevano buone cose a luglio-agosto. La priorità alla punta è più che giustificata, ma attenzione ai settori che abbiamo indicato, perché di garanzie ad oggi non ce ne sono molte. Se poi i due sopra citati dimostreranno di avere recuperato tanto meglio per il Livorno. L'importante è che diano Qualità con la "Q" maiuscola ed allora forse qualche prospettiva di un traguardo più interessante potrebbe manifestarsi.


