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Niente bandiera della pace, tifoso del Livorno torna a casa
sabato 23 aprile 2011, 21:54Calcio
di Marco Ceccarini
per Amaranta.it

Niente bandiera della pace, tifoso del Livorno torna a casa

Empoli – Steward e forze dell’ordine non gli hanno permesso di far entrare la bandiera della pace, benché priva di asta, all’interno dello stadio e lui, sostenitore del Livorno, ha deciso di non assistere alla partita e ha fatto ritorno a casa. E’ accaduto ieri sera al Castellani di Empoli dove la formazione amaranto ha disputato una gara del campionato di Serie B. Oggi, sabato 23 aprile, il diretto interessato, Emiliano Fanelli, 58 anni, ha reso noto la vicenda. Ai giornalisti, Fanelli ha detto: “Sono mortificato. Avrei preferito entrare e veder perdere il Livorno quattro a zero piuttosto che non vedere la partita per un motivo del genere”. Il tifoso ha annunciato di aspettare adesso parere di un legale per valutare, sulla base di tale parere, se rivolgersi o meno al Giudice di pace. Sul fatto di ieri, ha sottolineato: “La bandiera della pace sventola su decine di municipi, non è un simbolo politico ne’ di odio razziale, non capisco perché non può entrare allo stadio empolese, cosa che faccio sempre a Livorno, ma come ho fatto anche ad esempio a Reggio Calabria”. I regolamenti sportivi, però, da qualche tempo vietano l’ingresso negli impianti a bandiere che non abbiano i colori sociali delle squadre impegnate nel match o che non siano di sponsor autorizzati. Questo al fine di evitare che dagli spalti si mostrino vessilli con simboli politici, ideologici e di simile natura. Per Fanelli, tuttavia, la bandiera della pace non può rientrare in questa tipologia di bandiere. Per questo si è già rivolto all’Associazione per la Pace di Livorno e all’Associazione nazionale partigiani sempre di Livorno per invitarli a scrivere “una lettera alla Questura di Firenze” in modo da “portare in evidenza il caso”. E nel frattempo ha raccontato l’episodio alla stampa. Questa la chiosa del sostenitore amaranto: “Quando mi sono voltato e me ne sono andato, i poliziotti che mi avevano fermato erano sorpresi e mi hanno chiesto se me ne andavo davvero”.