Ci eravamo sbagliati?
Ci eravamo sbagliati? E’ come svegliarsi bruscamente dopo aver sempre sognato qualcosa di diverso. Il Livorno ha fornito l’ennesima prova di immaturità, l’ennesima richiesta di continuità di risultati è stata disattesa nel modo peggiore. Sono ormai troppe le occasioni perse, troppe le conferme negative per non capire che forse davvero dobbiamo accontentarci di fare la parte dei comprimari in questa stagione. Tutto quello a cui dobbiamo aspirare è solo arrivare il prima possibile a quota 50 punti per garantirci la permanenza nella Cadetteria? Tutto fa ormai pensare che sia così e in questo la società ci ha messo uno zampino gigantesco. Basta dare uno sguardo alla classifica cannonieri per rendersene conto. Ci siamo privati di un giocatore come Tavano che a Empoli è tornato a dimostrare quanto vale che è un lusso per la categoria e che aveva più volte dichiarato di voler restare a Livorno. Per giocatori del genere la società uno sforzo doveva farlo. Allo stesso modo non si è capito che davanti siamo troppo leggeri e ci siamo privati così di un ottimo rincalzo (ma in questo Livorno potrebbe benissimo giocare titolare) come Danilevicius anche lui innamorato di Livorno e in più non abbiamo provveduto a scandagliare sul mercato un centravanti-boa che ora ci servirebbe come il pane. Sembra di scoprire un disegno di autodistruzione. Tanto più che sussistevano le basi per far bene come la difesa granitica e un centrocampo di ottimo livello dove, altro errore madornale, ci si è privati di un giocatore fondamentale come Iori, altro elemento che desiderava fortemente rimanere. Ma la lista di errori in questi anni è così lunga e deprimente che pare superfluo farla. Allora ci chiediamo a che gioco si sta giocando? Quanta scelleratezza devono sopportare ancora i tifosi amaranto? Fino a dove si vuole arrivare? E’ evidente che se non si interviene a gennaio tutte le nostre illusioni resteranno tali.
Perotti, uomo stimabilissimo e competente non può non rendersi conto di questa situazione. Sarà lasciato libero di fare quegli interventi che sono indispensabili nel mercato di riparazione?
E in ultimo anche noi probabilmente ci siamo lasciati illudere da quel senso di freschezza, di rinnovamento e di gioventù che, almeno inizialmente, l’acquisto di alcuni giovani di belle speranze (molti dei quali originari della provincia di Livorno) aveva lasciato presagire. Sembrava che le loro motivazioni inserite in un buon complesso potessero portare essere in grado di trascinare tutto l’ambiente. Ora di fronte all’evidenza dei fatti e ai macroscopici errori societari la nostra speranza è che venga in fretta gennaio e che la società, per una volta, ci stupisca intervenendo con intelligenza sul mercato e dimostrando, lei per prima, di credere che sia possibile raggiungere qualcosa di diverso di una tranquilla salvezza.


