Così è se vi pare
Livorno – Assistiamo sempre più sbigottiti al progressivo inabissamento del Livorno. Anche la penultima partita del 2011 è finita con l’ennesima sconfitta. La classifica è così terribile che è meglio non guardarla. Non possiamo credere che si continuerà a non intervenire. Non possiamo credere che ci si voglia spingere sino alle estreme conseguenze. Ci pare anche abbastanza inutile dare continue prove d’appello anche perché, visto che sono sempre e perennemente deluse, rischiamo di arrivare a un momento in cui anche una forte scossa potrebbe rilevarsi tardiva. E’ giunto il momento dei cambiamenti. Se vogliamo salvarci, perché per onestà intellettuale non si può che parlare d’altro che della ricerca della permanenza nella categoria, un intervento forte della società non è più procrastinabile. La squadra dimostra in ogni partita una fragilità notevole, sia dal punto di vista caratteriale che di gioco, visto che i continui cambiamenti tattici non fanno bene a un gruppo di giovani ancora in cerca di un’identità precisa. Peggio di così non potrebbe andare e quindi cercare un cambiamento non può che far bene a tutto l’ambiente ormai logoro, depresso e disilluso. Senza voler gettare la croce addosso a Novellino, l’unica cura che intravediamo è quella del cambio dell’allenatore: come dimostra l’avvento di mister Maran in quel di Varese, a volte, il cambio di panchina è talmente salutare che di colpo le prospettive di una stagione possono essere sconvolte in positivo. Oppure possiamo continuare, delusione dopo delusione, a vedere il Livorno andare sempre più giù, giornata dopo giornata. Ma non capiamo il senso di tutto questo. Così è se vi pare.


