Ironie della sorte
Parma – Fa un certo effetto vedere quanto si è verificato nelle scorse ore a Parma. Esattamente sette anni fa, il 10 gennaio 2005, Franco Colomba venne infatti esonerato dalla guida tecnica del Livorno e sostituito, proprio come adesso in Emilia, con Roberto Donadoni. Ma andiamo con ordine. Nonostante una partita disputata con grande intensità a Torino il giorno precedente, che gli amaranto persero ma che con un po’ di fortuna avrebbero potuto tranquillamente pareggiare contro la Juventus, il presidente Aldo Spinelli, proprio il 10 gennaio, dette il benservito al tecnico grossetano, reo di aver fatto giocare poco, fino a quel momento, il capitano amaranto Igor Protti. Il Livorno aveva conquistato 20 punti, fino a quel momento. Ed era in crescita. Ma al posto di Colomba venne chiamato, anzi richiamato, il bergamasco Donadoni, che già aveva guidato il Livorno due anni prima, in Serie B, quando aveva condotto la squadra, allora neopromossa, al decimo posto in classifica. Ieri, sette anni dopo quelle vicende, il Parma, che di punti ne ha 19, ha esonerato come detto Colomba, al quale stavolta è stata fatale la pesante sconfitta subita a Milano dall’Inter, e lo ha sostituito, come fece il Livorno sette anni or sono, ancora una volta con Donadoni, che si è legato al club ducale fino al 30 giugno 2013. La storia, dunque, si ripete. Per la cronaca, a Livorno, Donadoni debuttò con una brillante vittoria sul Messina allo stadio d’Ardenza. Il Livorno concluse quel campionato al nono posto. Ma l’anno successivo Donadoni si dimise per dissidi con patron Spinelli, che lo attaccò in diretta televisiva con la squadra al quinto posto in classifica, all’indomani, ironia della sorte, di un pareggio interno proprio contro il Messina maltrattato al debutto un anno prima. L’augurio è che Colomba e Donadoni, entrambi validi allenatori, abbiano le migliori fortune nel proseguo delle loro rispettive carriere. A chi segue le cose amaranto, in ogni caso, rimane la soddisfazione di vedere che da Livorno, in anni recenti e ancora oggi, sono passati e passano dei signori allenatori. Che ciò sia d’auspicio, all’Ardenza, anche per il futuro prossimo venturo.


