Ricominciare senza porsi limiti
Livorno – Accogliamo con curiosità e speranza la scelta effettuata dal presidente Spinelli di affidare la panchina amaranto al tecnico Davide Nicola. Parliamo di un tecnico giovane, che viene a Livorno con entusiasmo e del quale si dice sia molto preparato tatticamente. Un mister giovane per lavorare coi giovani può essere una scelta condivisibile. Ma non possiamo non accogliere con un brivido le parole con le quali Spinelli ha commentato tale scelta, ribadendo che l’obiettivo del Livorno deve essere quello di una salvezza tranquilla. Pensiamo, invece, che dopo una stagione come quella appena passata, i tifosi amaranto meritino ben altro. E se il ragionamento del presidente è di tipo meramente economico, rispondiamo che coniugare la salvaguardia del bilancio con obiettivi di alto livello è senz’altro possibile. Basta saper scegliere le persone giuste per tale progetto, basta capire come integrare un organico che ha già delle ottime basi. Ciò che diciamo non è frutto di particolari voli pindarici, di colpi di testa o fantasie estive. Ma di riscontri concreti, perché il calcio ci insegna che non sono sempre i soldi a vincere. E il campionato d’alto livello fatto quest’anno dal Varese crediamo che sia li a dimostrarlo: un gruppo affiatato, integrato da innesti mirati e da un ottima guida tecnica può fare miracoli. E questo crediamo sia l’esempio giusto da seguire anche per il Livorno. Non è possibile partire pensando alla salvezza, ma riteniamo anzi che la società debba operare sul mercato, certamente con raziocinio, ma anche pensando a non distruggere l’ossatura della squadra ed anzi a completarla con quei giocatori che, senza essere necessariamente esosi, abbiano le caratteristiche giuste (grinta e attitudine al sacrificio in primis) per indossare la maglia amaranto. Se la società saprà fare questo anche il lavoro del nuovo mister sarà facilitato. Un nuovo mister che conosce benissimo Spinelli e Perotti e quindi saprà come interfacciarsi con la società. Un nuovo mister che, però, per conquistare anche il pubblico amaranto, dovrà saper essere un condottiero pieno di grinta e che non lesini nessuna energia nella costruzione di una compagine che sappia far riavvicinare all’Ardenza un pubblico che, in quest’ultima annata, se escludiamo la gestione Perotti, è stato un po’ troppo bistrattato da prestazioni scadenti da parte della squadra. Verso Nicola, che ha dimostrato di saper far bene in quel di Lumezzane, non deve esserci nessuna preclusione di sorta. L’importante è che riesca a capire in fretta la fortuna che gli è capitata, perché allenare il Livorno non può che essere un onore per un giovane tecnico e sappia lavorare tenendo sempre presente che l’ambiente livornese non potrà tollerare un altro campionato mediocre. E che, siccome il Livorno non partecipa al campionato di Serie A, non può partire puntando a una salvezza tranquilla, altrimenti farebbe un torto a tutti coloro che fanno sacrifici per incitare i colori amaranto ogni fine settimana.


