Il pelo nell'uovo. Ma non troppo
Livorno - Hic manebimus optime. Ossia: qui staremo benissimo. Storica frase di un centurione romano dopo la vittoria contro Veio. Una massima che magari in questo momento staranno ripetendo anche Nicola ed i suoi uomini ed in attesa di sapere se la testa della graduatoria sarà confermata anche dopo Modena, vediamo di capire se ci sono i mezzi se non per restarvi, almeno per disputare un torneo da prim'attore. Si dirà: è presto per valutare bene pregi e difetti della squadra, ma almeno chi scrive dissente da questa asserzione. Le dodici reti in quattro gare (alle quali vanno sommate le sei in due incontri di Tim Cup) non sono per nulla un caso: la triade offensiva amaranto viaggia come un Frecciarossa di Trenitalia e fino ad ora si permette di rinunciare a Dionisi non risentendo per nulla in efficacia. Merito pure di un centrocampo capeggiato da Emerson che interdisce e costruisce e pure qui nonostante un Belingheri in meno. Le dolenti note arrivano dietro: sei gare stagionali ufficiali ed otto volte Mazzoni si è chinato per raccattare il pallone in fondo alla rete; in campionato la statistica dice sei gol presi in quattro incontri. Troppi e per di più evitabili. Guardate gli ultimi presi contro Pro Vercelli ed Empoli: traversone da destra (la sinistra avversaria) e giocatore libero dalla parte opposta di calciare comodamente in porta. La fotocopia l'uno dell'altro. Distrazione? Carenze strutturali? Di certo il mister dovrà lavorarci e molto, perché il ricordo delle 29 partite consecutive del 2011/12 in cui la rete amaranto è stata violata sono ancora vive e più d'un tifoso ha storto il naso quando si è deciso di confermare quasi in blocco la retroguardia dell'ultima annata. Inoltre sono reti che rischiano di costare caro perché sia a Piacenza che nel derby hanno rimesso in gioco gli avversari. Certo, finché l'attacco atomico dura possiamo tutti dormire tra sette guanciali e magari sperare che il Livorno sia il Pescara del 2012/13 andato in A prendendo 55 palloni nella propria porta, tuttavia che la società abbia avuto almeno una mezza idea di provare a sistemare la retroguardia setacciando il mercato degli svincolati pare sia cosa accertata. Magari qualcuno che legge potrà storcere il naso, accusandoci di pignoleria perché in fondo il momento che si vive è eccellente e impronosticato fino a un mese fa, di cercare il pelo nell'uovo in parole povere. Invece se ci fosse qualche accorgimento davanti a Mazzoni potrebbe volere dire avere frecce in più per il proprio arco ed anche ben soppeire nei momenti in cui l'attacco delle meraviglie avrà i suoi inevitabili passaggi a vuoto.


