Quando Livorno e Cesena si giocavano la promozione in B
Livorno - Quella tra Livorno e Cesena non quasi mai stata una partita che è valsa qualcosa d'importante, ad eccezione fatta per la promozione in serie B annata 1997/98. Due squadre che si presentarono ai nastri di partenza del girone A della serie C1 con stati d'animo ed aspettative diverse: neo retrocessi in terza serie i romagnoli, ma col proposito di ritornare subito su, tornati nella stessa categoria dopo nove anni gli amaranto, con una rosa confermatissima ed alla quale in corso d'opera si sarebbero aggiunti due ex serie A come Ciccio Desideri e Pasquale De Vincenzo; l'obiettivo di partenza era di fare bene con aspirazioni di play-off. Rosa fortissima quella cesenate: Scalabrelli, Parlato, Comandini, Superbi, Agostini, Masitto ed anche due ex livornesi come Gadda e Gaudenzi, tanto per citare alcuni nomi che in C non possono che fare la differenza. In panchina un altro dal passato labronico: mister Corrado Benedetti, centrale di difesa visto qui nel torneo 1989/90 in C2, quello della salvezza contro la Rondinella all'ultima giornata grazie a Dario Palagi ed al suo eurogol, col neo patron Carlo Mantovani ad esultare in tribuna e ad annunciare le sorti magnifiche e progressive del calcio livornese, salvo poi sparire l'anno dopo e condannare il Livorno all'Eccellenza. Quella di Stringara, nell'estate del 1997, è una squadra già in su con gli anni, perché i vari Merlo, Vincioni, Nardini, Bonaldi, Marcato (ed anche i due centrocampisti col passato nella Roma e nel Foggia nominati sopra) è tutta gente che ha già passato la trentina. E' un campionato strano quello del Livorno, iniziato con le nove vittorie di fila (interrotte proprio al "Manuzzi" con uno 0-4 patito tutto nella ripresa e dopo essere rimasti in dieci), il caso Franco, i fatti di Siena il cui 0-3 a tavolino a proprio favore verrà tolto a campionato concluso facendo retrocedere la squadra di Stringara dal secondo al terzo posto, una conseguenza che verrà pagata nell'amara e velenosa finale di Perugia contro la Cremonese. Il Cesena comincia la stagione a passo meno veloce, ma è sempre lì; il cavalluccio marino dietro la triglia, senza perdersi d'animo nemmeno quando lo scarto in graduatoria è di sette lunghezze. Ricuce, aggancia e poi sorpassa, tanto da pesentarsi allo scontro diretto di ritorno del "Picchi" da capolista. E' il Livorno che deve vincere contando sulla spinta di oltre 20mila persone, il Cesena invece può permettersi di giocare di rimessa e dimostra che la sua organizzazione di gioco è superiore a quella degli amaranto, ai quali va attribuito il merito di avere tenuto sotto pressione gli avversari e, soprattutto nel secondo tempo, di avere avuto molte più occasioni per fare male, ma alla fine è 0-0 che fa comodo soltanto ai romagnoli. Il Cesena se ne andrà comodamente in serie B, dove però rimarrà solo due anni per tornare nuovamente al piano di sotto, mentre al Livorno sarebbe toccata la sciagurata lotteria degli spareggi, una (quasi) sempre triste coda per squadra, società e tifoseria labronica.


