Pasticcio all'italiana
Livorno – La legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale degli altri. Situazione orwelliana quella vissuta, suo malgrado, dal Livorno in questi giorni. La vicenda è nota: gli empolesi Saponara e Regini convocati per l'Europeo Under 21 e impegnati nella finale playoff contro gli amaranto secondo il regolamento avrebbero dovuto rinunciare alla finale di ritorno di domenica sera per aggregarsi agli azzurrini di Devis Mangia. Invece in barba a ogni norma i due saranno della partita.
Premessa: la regola che priva un club di due giocatori prima di una partita così importante è sbagliata e va modificata. Ma perché farlo a torneo in corso creando (in)evitabili polemiche? E poi: il torneo continentale in Israele è stato fissato da mesi, anzi, da anni. Possibile che al momento di stilare i calendari nessuno, tra società e Lega di Serie B si sia mai posto il problema? Possibile, infatti puntualmente è accaduto. Un pasticcio all'italiana che si poteva e si doveva evitare. Ma tant'è.
Se dal punto di vista tecnico e dello spettacolo la partita ne guadagna da quello sportivo, sempre che il rispetto delle regole sia un valore e non un optional, si tratta di una sconfitta. Per tutti. Consentendo all'Empoli di schierare Saponara e Regini oltre a cambiare le regole in corsa si è fatto carta straccia dei precedenti (della serie: abbiamo imparato dagli errori del passato...) in cui i club furono costretti a cedere alle varie Nazionali i loro tesserati. Il primo caso, nel 2009, coinvolse, ironia della sorte, proprio il Livorno che fu costretto per lo stesso identico motivo (Euro U21) a disputare i playoff, poi vinti, senza Candreva. Due anni dopo toccò al Padova giocare senza El Sharaawy un match decisivo di campionato contro il Torino perché impegnato con l'Under 19. Stavolta non è andata così. La Figc, forse spaventata da un possibile ricorso della società empolese alla Fifa, da inflessibile si è mostrata molle e accondiscendente, la Lega di Serie B totalmente impotente.
Il Livorno, in tutta questa vicenda ha mantenuto, saggiamente, un basso profilo limitandosi a ricordare, attraverso le parole del presidente Spinelli, che “se c'è un regolamento questo va rispettato”. Evidentemente, non è così.


