Favola Amaranto
Livorno – E’ stato di parola, Aldo Spinelli, patron del Livorno. Quando nel 2010 la squadra retrocesse in Serie B, lui disse: “In tre anni saremo di nuovo in A”. E così è stato. Tre anni dopo il Livorno torna ad essere una squadra della massima divisione. Una soddisfazione immensa. Una corsa a perdifiato che si è conclusa stasera, al cospetto di un Empoli che all’Ardenza ha fatto da sparring partner, con il coronamento del sogno che solo un anno fa sembrava impossibile. Viva il Livorno, dunque. E forza amaranto. Quella che si è appena chiusa è stata una stagione splendida, entusiasmante, una stagione vissuta da padrona del campionato, assieme al Sassuolo e al Verona Hellas. In A in via diretta ci sono andate le altre due, ma poteva andarci tranquillamente il Livorno. Agli amaranto è toccato di giocare la lotteria dei playoff. E non era affatto scontato che sarebbe andata così. Invece, una volta tanto, la giustizia (sportiva) ha trionfato. Alla fine, nonostante tutto, gli uomini di Davide Nicola hanno scritto l’ennesima favola, una nuova Favola Amaranto, per parafrasare il titolo del libro che il sottoscritto pubblicò col compianto Franco Chiarello quasi trent’anni fa, la favola che proietta il Livorno di nuovo nell’olimpo del calcio italiano. Ed è per questo che capitan Andrea Luci e compagni, da Betanin Paulinho a Luca Siligardi, da Alfred Duncan a Ramos Emerson, e via dicendo, meritano un ringraziamento profondo e sentito. Sono loro i nuovi paladini della Livorno pallonara. E la città dei Quattro mori, tutta, orgogliosa ringrazia.


