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Profili amaranto. Luci, il capitano che ha sposato la causaTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
mercoledì 7 agosto 2013, 16:08Calcio
di Nicola Marra
per Amaranta.it

Profili amaranto. Luci, il capitano che ha sposato la causa

Livorno – “Livorno è una piazza particolare, la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa”, diceva Osvaldo Jaconi, e in questa descrizione della piazza sportiva pare inserirsi alla perfezione Andrea Luci, capitano del Livorno.

Nato a Piombino il 30 marzo 1985, nipote di Aldo Agroppi, fin da piccolo si appassiona al calcio giocando nel Salivoli, squadra locale, dove viene avvistato dalla Fiorentina che lo tessera nel 2000 quando il giovane Luci è appena quindicenne. In due stagioni bellissime vince il premio di miglior giocatore al Torneo Città di Arco intitolato a Beppe Viola, dove lo adocchia la Juventus, che decide di chiamarlo nel 2002, quando la società gigliata fallisce e perde il patrimonio sportivo.

Luci, dunque, cresce con i bianconeri, con i quali ottiene la convocazione nella Nazionale italiana Under-19 e la vittoria del prestigioso Torneo di Viareggio. Nel 2005-2006, poi, viene mandato in prestito in C1 al Sassari Torres, dove ottiene una maglia da titolare e in ventidue presenze mette dentro due gol. Dopo un anno in Sardegna, va al Pescara, in Serie B, squadra con cui trova come avversaria proprio la Juventus retrocessa dopo i fatti di Calciopoli. Al termine di una buona stagione, la Juve lo cede ancora in prestito in Cadetteria, stavolta all’Ascoli, che, grazie alle sue buone prestazioni, lo riscatta facendolo diventare un importante giocatore della propria rosa, quasi un simbolo.

Dopo tre stagioni, coronate con 102 presenze e tre gol, due dei quali nell’ultimo campionato giocato con i bianconeri ascolani, nel 2010 arriva al Livorno, avvicinandosi fra l’altro notevolmente a casa, alla sua Piombino.

Il primo anno sfiora con gli amaranto i playoff, poi, l’anno successivo viene addirittura nominato capitano. Ma la stagione è difficile, e il Livorno rischia la retrocessione. Tuttavia grazie alla grinta, alla determinazione e alla forza mostrata soprattutto dopo il tragico evento di Pescara, dove Piermario Morosini perse la vita in campo, Luci si fa carico dell’intero peso della squadra e contribuisce in modo determinante alla salvezza.

Il terzo anno, quello concluso da poco, cambia numero. Ottiene la maglia numero 10, e con quella cambia anche musica. Il Livorno è la rivelazione del campionato, Luci una certezza a centrocampo. Un gol a Crotone, che sblocca la partita su di un campo difficile, una partita memorabile contro il Brescia al Picchi, che vede il Livorno trionfare per 3 a 0. E poi i playoff, l’ammonizione alla prima gara e la diffida, ma dimostra di avere la forza di rimanere e combattere con quel peso addosso, senza commettere ulteriori errori.

Adesso, con il grande traguardo raggiunto, fra poco più di due settimane, avverrà l’esordio in Serie A. Un momento che ogni calciatore sogna, e che anche Andrea Luci, attraverso il sacrificio, può dire di aver raggiunto. E se l’Inter ha Zanetti, la Juventus Buffon e la Roma Totti, il Livorno ha Luci, il capitano, non un campione, ma un uomo disposto a sposare una causa!