Lazio, l’attacco non c’è: numeri horror, l’imperativo è rifondare
RASSEGNA STAMPA - Quando chiunque giochi fa rimpiangere gli assenti e i risultati non cambiano a prescindere dagli interpreti, l’unica possibile risposta è una sola: rifondare. Anche nel derby, come accaduto troppo spesso in questa stagione, il tridente della Lazio ha sparato a salve. Come scrive oggi il Corriere dello Sport, Cancellieri, Dia e Noslin si sono resi protagonisti di errori e scelte discutibili, lo stesso copione che si era visto per esempio in finale di Coppa Italia quando due terzi del tridente erano diversi considerando la presenza di Isaksen e Zaccagni ai lati di Noslin. Le uniche costanti sono i subentri di Maldini e Pedro, oltre a un Ratkov ormai abbandonato in panchina e mai considerato.
Al netto degli interpreti, però, conta un risultato che per la Lazio non cambia mai. I numeri dell’attacco in questa stagione sono horror: i capocannonieri della squadra sono Noslin e Isaksen fermi a un misero bottino di 5 reti, inseguono invece a 4 Cancellieri, Zaccagni e Pedro. Sono 2 le reti segnate da Castellanos in sei mesi, altrettante quelle realizzate da Maldini nello stesso periodo. Ha fatto peggio Dia, che di reti ne ha segnate a sua volta 2 ma in un anno intero. Bottino nullo infine per Ratkov, che dal suo arrivo nella Capitale ha giocato appena 228 minuti in 8 presenze.
Evidente come con questi numeri sia impossibile pensare di far meglio di quanto fatto quest’anno e, anzi, come senza tutta l’attenzione alla fase difensiva di Sarri la Lazio avrebbe rischiato ben altri traguardi negativi. Rifondare l’attacco, allora, è l’unica strada necessaria, a maggior ragione pensando all’imminente addio del miglior realizzatore per minuti giocati. Per quanto sia un bottino misero quello di 4 gol, infatti, Pedro ha garantito alla Lazio una rete ogni 248 minuti giocatori, meglio di chiunque altro in rosa. A 39 anni però lo spagnolo saluterà e i biancocelesti, che difficilmente inoltre riscatteranno Maldini, sono chiamati a correre ai ripari e ricostruire un attacco che non c’è.






