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Huntelaar come Tomasson, quando il nord Europa porta al Milan cecchini silenziosi

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
venerdì 26 febbraio 2010, 17:30Primo Piano
autore Matteo Calcagni
26.02.2010 17:30Primo Piano
Klaas-Jan Huntelaar (26) e Jon Dahl Tomasson (33), gemelli nordici del gol.
Federico De Luca
Federico De Luca

Klaas-Jan Huntelaar, marchiato ingenerosamente come "bidone" per lunghi mesi, ha saputo farsi trovare pronto in più di un'occasione, siglando ben sei reti in Campionato. La media gol dell'olandese é spaventosa: quasi una rete ogni 90 minuti disputati. Statistica che, osservando le passate stagioni rossonere, accomuna il Cacciatore ad un'altro infallibile cecchino: il danese Jon-Dahl Tomasson. Lo "Scorpione Bianco", come usava soprannominarlo Pellegatti, fu preso dal Milan nel 2002 a parametro zero, scaduto il suo contratto con gli olandesi del Feyenoord. Il freddo attaccante danese, in maglia rossonera, siglò la bellezza di 22 reti, stupendo tutti per la media realizzativa in relazione ai minuti giocati. Tutti ricordano la sua "zampata" nel 3-2 contro l'Ajax, quando ribadì in rete il grande pallonetto di Superpippo, il quale si infuriò negli spogliatoi per il "furto" sul tabellino. Nel 2003/04, anno dello Scudetto sulla Roma, Jon segnò tantissimi gol, dalla rete che aprì la rimonta nel derby vinto 3-2, allo splendido gol in Bologna-Milan nei minuti finali. Tomasson, nonostante lo scarso impiego, non proferiva parola, facendosi trovare sempre pronto al momento giusto e colpendo inesorabilmente le difese avversarie.

Memorabile il suo gol nella semifinale di Champions contro il Psv quando, in un Milan in totale affanno, regalò il 2-0 liberatorio nei minuti finali. Con l'acquisto di Gilardino nel 2005, e alcuni tifosi ancora rimpiangono questa scelta, la dirigenza rossonera cedette il suo cecchino danese, allora ventottenne, allo Stoccarda, ricavando un'importante plusvalenza. Negli anni a seguire Tomasson passò al Villareal per poi tornare, nel 2008, al suo vecchio Feyenoord, dove ancora sta militando con i suoi trentatré anni. La costanza verso l'appuntamento al gol, tende a far rapportare il "Cacciatore" olandese con lo "Scorpione" danese. Huntelaar, rispetto a Jon-Dahl, é meno "silenzioso", essendosi fatto spesso sentire quando le esclusioni e le panchine sono diventate interminabili. Il danese, al contrario, in tre anni in rossonero non ha mai manifestato il suo malumore, essendo conscio di essere chiuso da mostri sacri come Inzaghi, Shevchenko e Crespo. Due giocatori, diversi tra loro, ma molto simili per un, fondamente, aspetto: l'infallibilità nell'appuntamento con la rete!

per Milannews.it

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