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Giaccherini perfetto per cambiare rotta

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 27 gennaio 2017, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
27.01.2017 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Immaginiamo quanti esperti e tifosi spalanchino le pupille. Nemmeno noi avremmo mai pensato un giorno di invocare Emanuele Giaccherini per sistemare le cose al Milan, dopo la partenza di Niang (manco avesse detto Garrincha). Abbiamo sognato negli anni Gerrard, Schwnsteiger, Fabregas, Puyol, insofferenti persino a Van Bommel e Stam che d'impatto parevano ripieghi. Ma questa società ormai ci ha abituati a pensare in piccolo, a capire che è inutile farneticare su nomi irraggiungibili. Già decine e decine di calciomercatari imperversano su radio tv giornali web sparando nomi a raffica qua e là, non vogliamo ingrossare il branco.

Giaccherini dunque. Perché no? Certo, ci avesse pensato per primo Galliani - o Fassone - non avremmo esitato a ricordare che negli ultimi 6 anni ha collezionato "soltanto" 109 partite (con i calendari attuali il titolare di una squadra qualsiasi li raggiunge nella metà del tempo) peraltro segnando 15 gol. Però dopo i fasti illusori alla Juve e in Nazionale dove si è piazzato decorosamente anche nell'ultimo Europeo, ha vestito le maglie del Sunderland e del Bologna, finendo con l'annuffire sulla panchina del Napoli che non gli concede spezzoni nemmeno in Coppa Italia.

Ma insomma signori il Milan di oggi è questo. Si riempie la bocca con Deulofeu che è un talento tecnico, eppure dal 2011 di presenze ne ha collezionate soltanto 81 segnando 6 gol tra Everton e Siviglia. Vero che lo spagnolo ha un curriculum sorprendente in tutte le rappresentative nazionali iberiche (7, dalla Under 16 alla maggiore con una presenza persino nella Nazionale della Catalogna), in Under 21 addirittura 32 presenze e 16 gol. Nel calcio che conta però di lui non si è mai parlato ed è un fatto che fosse una riserva di una squadra di seconda fascia della Premier. Il Milan di oggi è questo, raccatta prestiti, parametri zero e bidoni marchiati da amici degli amici. Ecco perché Giaccherini, dimenticato da Sarri, potrebbe dare una mano. Un Ocampos vale l'altro... 

Montella ha fatto delle corsie esterne le sue fonti di gioco primarie. Fino a quando ha girato, peraltro senza mai vedere la porta, Niang è stato funzionale a questo prototipo. Ora c'è lo spagnolo dell'Everton, ma Bonaventura appare sfiancato, così come talvolta Suso. In attesa che qualche volta l'allenatore pensi seriamente alle 2 punte - che non significano affatto un atteggiamento più offensivo, ma un supporto allo sperduto Bacca -, Giaccherini a soli 5 giorni dalla chiusura del mercato potrebbe essere una piccola risorsa. Inutile scrivere che preferiremmo Nainggolan (era praticamente rossonero ai tempi del Cagliari, come Dybala ai tempi del Palermo e Tevez ai tempi del City). E' vero, ma ormai ci basterebbe un Giaccherini qualsiasi pur di riprendere la strada dell'Europa, nulla più.

A proposito di questo, immaginiamo che sabato qualcuno nel salotto di Milanello chiederà finalmente a Montella la ragione dei sistematici black-out dei suoi ragazzi nei primi tempi. Torino, Napoli e Juve hanno esasperato la situazione, in realtà trattasi di un problema con radici assai più lontane e manifestatosi in parecchie gare del girone di andata. La seconda domanda per Montella è se si sia accorto che da quando ha abbandonato la prudenza (qualcuno gli ha rinfacciato persino il catenaccio), i rossoneri hanno fatto 5 punti in 5 partite e sono finiti fuori dalla Coppa Italia. Ci dispiace porgli questa seconda domanda, ma come per Giaccherini, ci siamo ormai abituati a pensare in piccolo: difesa e contropiede. Non c'è altra strada per fermare l'emorragia.

per Milannews.it

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