Il Milan, l'Europa e il ritorno degli spettri passati: da "facile" obiettivo ad aspra rincorsa
Matteo Calcagni
Fino ad una decina di giorni fa, prima della gara contro il Napoli, il Milan di Montella sembrava poter competere (che non significa obbligatoriamente raggiungere) per il terzo posto in campionato e la qualificazione alla Champions. L'Europa League appariva quasi scontata, non tanto per una questione di classifica, ma per quello che i rossoneri avevano fin lì ottenuto e dimostrato. Le sconfitte contro Napoli e Udinese non cancellano quanto profuso negli scorsi mesi e settimane, ma la "regressione" milanista deve far riflettere, anche in relazione al gravissimo infortunio di Bonaventura e a quello, fortunatamente meno pesante, di De Sciglio.
REMINISCENZE - Se tornassimo ad un anno fa, ci accorgeremmo come il Milan di Mihajlovic, tra gennaio e febbraio, appariva lanciatissimo per la qualificazione Europa: successi importanti (derby), risultati significativi (pareggio al San Paolo) ed una squadra che sembrava coesa e matura al punto giusto. Probabilmente l'illusione giocò brutti scherzi, ma a fare la differenza furono gli infortuni, quello di Niang prima e Bonaventura poi, il quale prima di bloccarsi attraversò un evidente calo di rendimento. La mancanza di alternative fu fatale al Diavolo, il quale, va detto, buttò via tutto con le proprie mani.
RINCORSA - In questo momento il Milan si trova al settimo posto, a -2 dall'Atalanta sesta, ma con una gara da recuperare. Non bisogna quindi lasciarsi andare a pessimismi eccessivi, ma è giusto ragionare, anche a seguito dello stop di Jack. L'ex bergamasco è probabilmente l'uomo in più dei rossoneri, fondamentale e decisivo, sia in fase di costruzione che di finalizzazione. Rinunciare ad un elemento simile, per diversi mesi, non sarà affatto uno scherzo. La speranza di Montella, e dei milanisti, è che Ocampos e Deulofeu possano non far rimpiangere il numero 5, ma addossargli troppe responsabilità rischia di essere controproducente. Tutta la squadra dovrà sgomitare, lottando per ogni singolo punto, affinché l'Europa possa materializzarsi sul serio.


