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La metodologia di Montella, anche in nove uomini: l'Aeroplanino non osa, compatta e vince

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
giovedì 9 febbraio 2017, 18:31Primo Piano
autore Matteo Calcagni
09.02.2017 18:31Primo Piano
DANIELE MASCOLO
DANIELE MASCOLO

Prevalere in nove contro undici, dopo un mese di bocconi amari ingeriti, rappresenta qualcosa di eroico, di leggendario. Un'epicità che trascende le fredde valutazioni tecnico/tattiche. Eppure, al Dall'Ara, il Milan è riuscito a superare il Bologna non solo con grinta e determinazione, ma anche e soprattutto con la metodologia. Ritrovarsi prima in dieci e poi in nove, nella stragrande maggioranza dei casi, porta le squadre ad una sorta di apatica rassegnazione, tale a stendere metaforici tappeti rossi agli avversari. Il Diavolo ha saputo reagire e l'ha fatto con ordine, grazie soprattutto a Montella.

L'EQUILIBRIO DI MONTELLA - A Bologna l'Areoplanino ha dovuto fare i conti con tre "macro-inconvenienti": prima l'infortunio di Romagnoli che ha costretto il tecnico campano alla sostituzione con Zapata, poi il rosso a Paletta (e conseguente cambio Locatelli-Gomez) e infine l'espulsione di Kucka, tamponata con l'ingresso in campo di Poli al posto di Bacca. Dal 4-3-3 iniziale si è passati al 4-4-2 prima e al 4-3-1 dopo, unica possibilità per tentare di tenere in campo e provare a sfruttare le eventuali occasioni. E il Milan, di occasioni, ne ha avute in abbondanza anche in nove. Qualche altro tecnico forse avrebbe fatto scelte diverse, giocandosela con calciatori fuori ruolo nella speranza di avere maggior qualità in avanti, ma l'allenatore rossonero è stato saggio e ha fatto la scelta paradossalmente più coraggiosa.

LO SPIRITO GIUSTO - Montella è riuscito a compattare i suoi, formando un blocco di sette uomini in fase di non possesso palla, riuscendo a ripartire, con logica, una volta riconquistato il pallone. Con due uomini in meno sarebbe stato semplicissimo regalare varchi immensi all'avversario in determinate situazioni, ma il Milan non ha mai "esagerato", sfruttando i ribaltamenti di fronte con ordine, evitando assalti scriteriati, come più volte accaduto in queste ultime settimane (e anche nella prima parte di Bologna-Milan) Va lodata la straordinaria abnegazione di tutti gli uomini sul terreno di gioco, capaci di reggere il campo anche in inferiorità numerica. Deulofeu è stato il migliore in campo, ma non devono passare sotto traccia le prestazioni di Poli, Vangioni, Zapata, Gomez e lo stesso Pasalic, gol a parte, un vero e proprio motorino instancabile tra inserimenti e ripiegamenti. Questo spirito deve essere d'insegnamento per il prosieguo del campionato, per far sì che il traguardo europeo possa davvero materializzarsi.

per Milannews.it

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