Attimi di Çalhanoglu. Ruolo e modulo su misura per brillare
Daniele Castagna
La prima tappa di una nuova avventura. La sensazione unica di tornare in campo dopo 163 giorni di astinenza forzata. Senza cambiare i colori sulla pelle, con il rosso ed il nero ancora nel destino, Hakan Çalhanoglu ha dato il via ufficialmente alla propria tappa meneghina, pronto ad illuminare le gare del Milan. Nel modesto campo del Lugano, tutti gli occhi erano fissi su di lui, e sul quel 10 sulle spalle portato con baldanzoso orgoglioso turco. Solo 45 minuti, troppo poco per esprimere giudizi ma sufficienti per accendere la curiosità del tifo rossonero. Il progetto di campione più intrigante in rosa, in attesa dell’arrivo di André Silva, materia di studio ed analisi dell’intero staff tecnico. Obiettivo: far brillare il talento del nativo di Mannheim. La scelta del modulo e del ruolo adatti saranno le chiavi vincenti per far decollare il progetto tattico dell’aeroplanino Montella.
RUOLO - La prima apparizione meneghina entrerà negli archivi sotto l’indice esterno. Una bella risposta di duttilità al dibattito tra il partito della mezzala e quello del fantasista. Chi si affrettava ad affermarne un ruolo in mediana, chi ne difendeva le qualità vedendolo solo dietro le punte. Ne uno né l’altro, bensì esterno mancino, a supporto di un’ala tuttofare come Borini ed una punta di rabbia e tenacia dal nome Cutrone. Sul binario di sinistra, le triangolazioni con Ricardo Rodriguez hanno funzionato bene, puntuali e precise come un treno su di un binario svizzero. Poche giocate frivole o di fino, ma una tremenda attitudine alla verticalità continua, con lanci e cambi di gioco per l’out opposto. Oltre 5 mesi di inattività devono aver portato della ruggine sui piedi del nazionale turco, ma le premesse sono ottime ed il lavoro quotidiano a Milanello riporterà lo smalto originale.
MODULO - Detto del ruolo e dei panni vestiti nell’apparizione di Lugano, impossibile non proseguire l’analisi spostandosi sul piano tattico. Il primo Milan griffato Çalha è sceso in campo con il classico 4-3-3 montelliano, refrain dell’intera stagione 16/17. Gli indizi di mercato e gli spifferi di Carnago portano a pensare che possa essere questo il modulo valido anche per l’annata pronta a sbocciare, ma attenzione alle alternative. I nuovi volti arrivati a Casa Milan e gli obiettivi quotidianamente accostati segnalano come Montella possa indirizzarsi verso un 4-2-3-1. La firma di Biglia, in questo senso, darebbe ulteriori certezze al centrocampo a due, affiancato dai muscoli e dal passo di Franck Kessie. La ricerca continua di un esterno poi, esempio odierno con Ghezzal, indica come siano necessarie più alternative possibili in rosa. Con questo schieramento, Hakan potrebbe tranquillamente ritagliarsi il ruolo alle spalle della punta, trasformandosi nel regista offensivo del Milan: libero di inventare, creare assist, smuovere la difesa, dettare i tempi di gioco, inserirsi senza palla e provare il tiro da ogni posizione. Ultima, ma non meno importante, la percentuale di chance affidata al 3-5-2: mancherebbe di esperti difensivi della difesa a 3, ma dalla metà in sù Montella potrebbe schierare tutte le proprie pedine in un’armoniosa organizzazione di pressing a tutto campo e possesso palla continuo. Il jolly Çalhanoglu, mesi interi per studiarne il ruolo ed il modulo su misura.


