Mihajlovic e la settimana di fuoco. Milan, la dirigenza si confronta sul sostituto
Antonio Vitiello
Da quando Sinisa Mihajlovic siede sulla panchina del Milan non c’è mai stato un mese di completa serenità, probabilmente solo pochi giorni a cavallo tra gennaio e febbraio, però la verità è che questo tecnico non ha mai avuto il completo appoggio della dirigenza e soprattutto della proprietà. Le continue dichiarazioni di Silvio Berlusconi lo hanno delegittimato col passare delle settimane, e dalla sfida col Sassuolo in poi qualcosa si è completamente rotto. Se prima la squadra provava a tenersi unita, ora il gruppo è pieno di fazioni e di giocatori che hanno voltato le spalle al serbo. Mihajlovic doveva fare qualcosa in più con il materiale a disposizione, senza dubbio il Milan è più forte dell’Atalanta, quindi è inconcepibile che sia all’andata che al ritorno il bergamschi hanno messo sotto i rossoneri (un pari e una sconfitta). Si può discutere di un Milan non attrezzato per le prime posizioni ma perdere punti contro Hellas, Carpi, Udinese, Atalanta, Empoli, Bologna e altre formazioni di bassa classifica dovrebbe far capire che il tecnico non ha ottenuto il suo risultato, per questo la missione è stata fallimentare.
Ovviamente se l’allenatore ha fallito vuol dire che pure la dirigenza lo ha fatto, perché i vertici societari hanno deciso di puntare su questo tecnico e su questi giocatori. Purtroppo siamo arrivati alla fine dei conti e con sette partite da giocare il Milan rischia addirittura di non entrare in Europa League nemmeno con il sesto posto. Resta la finale di Coppa Italia per dare un’altra tonalità a quest’annata, spesso si parla di questa partita come se fosse semplice da vincere. Ad oggi non ci sarebbe storia, ad oggi la Juve parte con il 70% di vittoria, quindi era fondamentale mettere al sicuro il sesto posto, invece no, ancora una volta bisogna soffrire fino alla fine, con il timore che sabato prossimo potrebbe consumarsi il sorpasso del Sassuolo che gioca con il Genoa.
Mihajlovic sta attraversando una delle settimane più difficili della stagione, ha portato il gruppo in ritiro perché sta andando tutto storto, è l’ultima spiaggia e non escludiamo nemmeno un ribaltone se la gara con la Juve dovesse andare molto male. Nelle scorse ore ci sono state ulteriori confronti tra Berlusconi e Galliani, ieri ha partecipato anche Sacchi al pranzo di Arcore ma i contatti telefonici tra l’Ad e il patron sono frequenti, Berlusconi continua a lamentarsi di Mihajlovic e della squadra, Galliani prova a convincerlo che bisogna almeno chiudere la stagione per poi cambiare. Il presidente vorrebbe un giovane capace di sfruttare il settore giovanile, per questo Brocchi è in pole, invece l’amministratore delegato punterebbe più su un uomo di esperienza dopo le scelte errate delle ultime stagioni.
Il punto però resta il seguente: qualsiasi allenatore farà enorme fatica se non verrà rinforzata adeguatamente la rosa e composta da giocatori veri, gente da Milan, come quelli che abbiamo ammirato al funerale di Cesare Maldini ieri alla Basilica di Sant’Ambrogio, giocatori che hanno fatto la storia, campioni nella vita prima che sul campo.


