Oltre al crollo mentale, ecco quello fisico: la coperta corta si fa sentire, anche senza Europa...
Simone Nobilini
Prime settimane di ritiro caratterizzate da un lavoro intenso, volto a permettere alla squadra di acquisire una buon condizione fisica per l’avvio di stagione, ed energie che ora, lentamente e di pari passo con un buio mentale sottolineato nelle ultime uscite, sembra si stiano spegnendo in casa Milan. Uno scenario quantomeno inatteso, vista la buona tenuta mostrata dalla squadra poco più di un mese fa, e capace di oscurare le prestazioni di elementi fondamentali per la squadra di Mihajlovic, Jack Bonaventura su tutti. All’interno di un problema che, volendo, si può riassumere in una principale motivazione.
COPERTA CORTA - A prescindere dall’infortunio rimediato in Nazionale, anche Keisuke Honda, come il sopracitato Bonaventura, ha denotato una certa stanchezza nelle ultime uscite in maglia rossonera. Chiamati ad un grande lavoro di sacrificio lungo le due corsie esterne, tra ripartenza e rientri, il 10 ed il 28 rossoneri si sono rivelati due inamovibili all’interno del 4-4-2 di Mihajlovic, sostanzialmente insostituibili. Il motivo? Non solamente la grande duttilità o le qualità mostrate, ma anche una coperta corta che ha continuamente impedito all’allenatore rossonero di possedere reali alternative ai suoi due fedelissimi: El Shaarawy ceduto ad inizio stagione, Cerci e Suso scaricati a Gennaio, esperimento Boateng-largo fallito e, come verificatosi a Bergamo, la sostanziale costrizione nell’adattare un terzino (come De Sciglio) ad interpretare un ruolo non propriamente suo. Piccoli pezzi di un puzzle che, inevitabilmente, ha finito per comporre l’immagine di una rosa poco completa e priva di elementi funzionali al nuovo modulo varato dal proprio tecnico.
ANCHE SENZA EUROPA... - Nonostante un'Europa che manca da ormai tre stagioni, con l'impegno infrasettimanale continentale parzialmente "sostituito" dai match giocati in Coppa Italia e spalmati nel corso dell'annata, il Milan ha comunque finito in calando una stagione che potrebbe ancora rivelarsi negativa. Difficile, obiettivamente, puntare il dito contro Mihajlovic e il lavoro dello staff atletico capeggiato da Bovenzi, già capace di rispolverare e gestire nel migliore dei modi un elemento importante come Alex: in mezzo ad un pizzico di sfortuna, tra il lungo stop che ha compromesso la stagione di Ménez, l'incidente di Niang, il duo Balotelli-Bertolacci frenato nel proprio miglior momento tra ottobre e novembre e le ultime, recenti assenze di Kucka, Montolivo e Luiz Adriano, tutto finisce per tornare al punto di partenza. Con la solita coperta corta, un undici ideale spesso privo di titolari importanti (seppur inattesi a inizio stagione, proprio come Honda) e riserve che, quando impiegate, hanno decisamente reso al di sotto delle aspettative.


