"Milan, si può fare!"
Thomas Rolfi
“Si può fare!” è una celebre citazione del dottor Frederick Frankenstein nella famosa pellicola del 1974 "Frankestein Junior": il medico, ritenendo impossibile rianimare un cadavere, inizialmente è molto scettico ma a un certo punto del film si rende conto che è possibile e pronuncia quella frase. Allo stesso modo, i tifosi rossoneri prima di assistere a Milan-Juventus di ieri sera non ritenevano assolutamente possibile che la squadra di Mihajlovic potesse giocarsela con l'attuale capolista.
CORO UNANIME - Nonostante la sconfitta, nel post-partita, invece, il coro è unanime da parte dello stesso tecnico serbo e di tutti i giocatori in divisa rossonera in riferimento alla Finale di TIM Cup che andrà in scena il prossimo 21 maggio: “Si può fare!”. A patto, ovviamente, che lo spirito sia lo stesso mostrato a San Siro. Con un pizzico di fortuna in più rispetto alla serata di domenica e in una gara secca è possibile fare il colpo grosso. Vero è che la squadra di Allegri aveva tra gli indisponibili tre elementi fondamentali del proprio scacchiere come Chiellini, Khedira e soprattutto Dybala, però finalmente si è visto un Milan completamente diverso dalla controfigura negativa 'ammirato' nelle precedenti 4 partite.
LA GUERRA NON E' FINITA - I 3 punti non sono arrivati a causa di qualche disattenzione difensiva di troppo e di un super Buffon autore di almeno tre interventi da applausi. Il Milan ha perso la battaglia, l'ennesima consecutiva contro l'armata bianconera (il bilancio è salito a 8 tra campionato e Coppa Italia negli ultimi 3 anni). La guerra, però, si deciderà al termine della finale di Roma e la squadra di Mihajlovic ha dimostrato di potersela giocare anche con i campioni d'Italia in carica. L'obiettivo nelle prossime partite è non staccare la spina, sarà difficile riattaccarla all'Olimpico e soprattutto c'è un sesto posto da difendere dall'assalto del Sassuolo.


