Sbagliano tutti, paga il meno colpevole: un ricomincio da capo tutto milanista
Matteo Calcagni
"In questi trent'anni ho commesso sicuramente degli errori, ma non sono io che devo giudicarmi. Le vittorie e le sconfitte arrivano dal tringolo formato da società, allenatore e giocatori, anche se è impossibile stabilire le percentuali di ogni componente. Quindi certamente ci sono state errori e cose ben fatte". Ha parlato così Adriano Galliani, in occasione della presentazione di Cristian Brocchi, provando ad equiparare e distribuire le responsabilità alle varie componenti del club rossonero. Quello che ha pagato, almeno per il momento, è stato soltanto Sinisa Mihajlovic, esonerato a stagione ormai quasi conclusa, con un sesto posto da difendere ed una finale di Coppa Italia da provare a conquistare.
PAGA IL MENO COLPEVOLE - L'amministratore delegato milanista ha giustamente sottolineato che vittorie e sconfitte non dipendono da un unico fattore, ma è palese che, con tale materiale a disposizione e nell'attuale contesto ambiente, fare meglio di Sinisa Mihajlovic sarebbe stato quantomeno complicato. Questo Milan non arrivava da anni di successi, non disponeva di campioni o tattiche ben definite, il Diavolo doveva ripartire dalle ceneri, da zero: uno scenario che necessitava di pazienza e capacità di aspettare. Il tecnico serbo è stato pressoché abbandonato dopo appena un mese di stagione, riuscendo a trovare un equilibrio di risultati per svariati mesi, appannatosi soltanto quando, causa lacune evidenti della rosa ed infortuni decisivi, le gambe non hanno più retto.
ANNO ZERO RELOADED - La squadra rossonera poteva fare di più in alcune partite, dove sarebbe servito più provincialismo e meno "spocchia", ma va ricordato che, dopo mesi e mesi senza alternative, è anche plausibile che certi giocatori possano pagare dazio. E' successo a Bonaventura e Honda, è successo a Bacca che, persa l'unica vera spalla ideale (l'infortunato Niang), ha rallentato il suo considerevole bottino realizzativo. La campagna acquisti estiva, pur portando alcuni acquisti importanti, non ha saputo colmare tutte quelle falle che si contestano da anni (in primis quelle a centrocampo), non potendo nemmeno contare sui consueti rattoppi di gennaio. Perché in inverno si è deciso di stare a guardare senza provare ad intervenire? Forse per scarsa fiducia nella possibilità di raggiungere obiettivi più significativi, forse per la consapevolezza che Sinisa Mihajlovic non sarebbe stato l'allenatore del Milan 2016/17. Resta il fatto che, terminato l'anno zero numero due, si replicherà nuovamente a partire dal primo luglio, in un "Ricomincio da capo" di Ramissiana memoria.


