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Brocchi e Mihajlovic, due persone serie

autore
Carlo Pellegatti
per Milannews.it
giovedì 14 aprile 2016, 00:00Editoriale
autore Carlo Pellegatti
14.04.2016 00:00Editoriale

Ho parlato a lungo con Cristian Brocchi venerdì scorso quando nulla porta a pensare che diventasse, dopo tre giorni, il nuovo allenatore del Milan. Avevo assistito alla seduta della Primavera, svolta sul campo esterno di Milanello. E’ la prima volta che vedo Brocchi lavorare. E’  facile notare la cura dei particolari, la pazienza nell’insegnare e nel correggere i suoi Ragazzi, che lo seguono con attenzione  dando l’impressione, nello stesso tempo, di divertirsi per la varietà degli schemi, ma anche per l’intensità dell’allenamento. Lo chiamo un paio di ore più tardi e mi esprime con entusiasmo la sua idea di calcio, che ha un motto: ”Play and Move!”. Sì, tocco di palla e movimento, con la palla sempre rasoterra, con la ricerca del possesso palla e del comando del gioco.

E’ chiaro allora perché abbia, da sempre, affascinato Silvio Berlusconi che ha la stessa concezione di calcio. Non sarà facile, in poche settimane, attuare queste sue idee, queste sue concezioni, che richiedono tempo e applicazione totale, ma Brocchi affronta questo compito arduo con molto entusiasmo, con il sorriso del ragazzo che ha visto avverarsi un sogno. Nonostante il contratto in scadenza a fine maggio, sono convinto che se il Milan lascerà anche solo intravedere un nuovo modo di stare in campo e Cristian avrà fortuna nei risultati, sarà lui l’allenatore della prossima stagione.

Un benvenuto dunque a “Argento Vivo”  e un saluto a Sinisa Mihajlovic, persona seria e appassionata circondato da persone serie e appassionate, gli uomini del suo Staff. Ho sempre affermato che sarebbe stato giusto lasciargli terminare il suo lavoro, che si sarebbe concluso nel giugno 2017 o almeno permettergli di giocarsi la possibilità di conquistare il suo primo trofeo della carriera. Non è stato così, ma certo anche i giocatori non lo hanno aiutato,  proprio i giocatori che sempre hanno affermato di apprezzare il suo lavoro e di stimare la sua professionalità.  Mihajlovic è stato scelto dalla Società non per la sua filosofia di gioco, lontana dalla tradizione rossonera, ma per il suo temperamento, per la sua grinta, per il suo carattere, qualità ritenute fondamentali per guidare un gruppo che nella stagione precedente, era stato accusato di mancare proprio di queste caratteristiche.

Le molli prestazioni delle ultime settimane hanno spento il già scarso entusiasmo di Silvio Berlusconi. Quindi la responsabilità del gruppo, che ha più volte mestamente e incredibilmente   confessato di avere spesso cali mentali, è alta, perché hanno vanificato gli sforzi dell’allenatore serbo di incidere sul piano temperamentale più che su quello tecnico, determinanti dunque  nella decisione finale del Presidente.

Il Milan cambia ancora una volta pagina ,come troppe volte in questi ultimi anni.

Mi auguro  ora di poter leggere belle poesie scritte dai Ragazzi di Cristian Brocchi.  Voglio essere positivo , di negatività ce ne è fin troppa in giro

per Milannews.it

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