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Ombre cinesi sul Milan: giusto vendere, ma il rischio deve essere assolutamente calcolato

autore
Furio Fedele
per Milannews.it
mercoledì 27 aprile 2016, 00:00Editoriale
autore Furio Fedele
27.04.2016 00:00Editoriale

Al peggio non c’è mai fine. Il Milan si sta dissolvendo, così come la possibilità di poter tornare in Europa dopo due anni di digiuno totale. L’1-2 di Verona rischia di lasciare un segno indelebile, letale per qualsiasi speranza di resurrezione di una squadra che non c’è più. Le colpe sono di tutti, ma non fa sicuramente bene essere tutti contro tutti. La ferocia dei tifosi è più che giustificata perchè adesso bisogna adottare provvedimenti importanti, se necessario estremi. Ma quali? Cristian Brocchi ha a disposizione solo la sfida di domenica contro il Frosinone per raddrizzare la barca rossonera che sta imbarcando copiosamente acqua. In caso contrario cosa accadrà? Ma l’accesso all’Europa League è un obbligo assoluto? Oppure converrebbe di più affrontare la ricca International Champions Cup che frutterebbe, in meno di una settimana e senza alcuno stress, 3,5 milioni di euro a Casa Milan?

CESSIONE. Il popolo rossonero invoca a gran voce la vendita del Milan. Comunque, a chiunque, a prescindere, a patto di smantellare l’attuale apparato dirigente. Ma si tratta di un rischio che va calcolato per evitare di finire dalla padella nella brace... Chi ha disposizione centinaia di milioni di euro e si sta preparando a investirli in un’avventura così rischiosa come quella del calcio, non sbandiera ai 4 venti un’impresa così importante e coinvolgente. Lavora e agisce sotto traccia per evitare pericolosi scivoloni che, comunque, metterebbero in pericolo la credibilità e le credenziali dell’attore in questione. Sicuramente questo povero (di successi...) Diavolo intriga molti investitori. Anche perchè, pur nella negatività, il club rossonero attira sempre grandi simpatie e interessi assai importanti. Anche se ieri il presidente Berlusconi non ha dato il «via libera» al gruppo cinese che ha fretta di scrutare i libri contabili per poi perlustrare la pista migliore per tentare un assalto al pacchetto di maggioranza.

UNO E TRINO. Ma il presidente Berlusconi appare sempre molto cauto quando deve spalancare le porte delle sue aziende agli estranei. Anche perchè, per fortuna, non è nelle condizioni di dover accettare per forza di cose una soluzione unilaterale. Tanto meno per gestire il Milan dove nell’estate 2015 ha investito una cifra compresa fra gli 80 e i 90 milioni di euro al lordo degli incassi derivati dalle cessioni. Il numero 1 rossonero si considera, da sempre, il primo e indissolubile tifoso del Milan e, di conseguenza, si sta muovendo con la dovuta cautela prima di imbarcare in società soggetti poco solidi e, al tempo stesso, poco...liquidi. Per questo motivo intende mantenere la maggioranza delle quote azionarie e la presidenza. Due elementi fondamentali per poter osservare e monitorare gli sviluppi e le reali intenzioni del socio di minoranza che verrebbe fatto crescere in seno al club.

PROSPETTIVE. Ma, a questo punto, quali sono le prospettive del Milan in campo e fuori? Non c’è una stretta connessione pratica fra i due fronti perchè, comunque vada il campionato e la Coppa Italia, sarà necessaria una nuova rivoluzione tecnica e mercantile. Sicuramente il mantenimento del sesto posto e l’eventuale conquista del trofeo nazionale porterebbero qualche momento di meritata serenità. In attesa, però, di non sbagliare più altre mosse. Prima fra tutte l’eventuale scelta del nuovo allenatore... 

per Milannews.it

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