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Ma insomma quella fascia... Orsato Roma e Orsato Napoli. Non solo Paquetà...

23.11.2019 00:00 di Mauro Suma    per milannews.it   articolo letto 721 volte
Ma insomma quella fascia... Orsato Roma e Orsato Napoli. Non solo Paquetà...

Se anche la figlia ha confermato che quel profilo di Yonghong Li non è un fake, quel profilo non è un fake. Il fake semmai è il mancato aggiornamento della versione. Mi riferisco, alla fascia da capitano passata dal braccio di Montolivo a quello di Bonucci. Ho sufficiente memoria istituzionale per ricordare quanto trapelato nell'estate del 2017 circa il passaggio di consegne: c'è una nuova proprietà, c'è stato un importante investimento di mercato e quindi la fascia di capitano deve essere espressione di queste novità. Nell'estate del 2017, non era dunque stato nominato Yonghong Li come ispiratore della decisione, ma era stato citato un disegno e il simbolo di quel disegno. Dal punto di vista della grammatica istituzionale poteva anche starci. Non molto delicato nei confronti di Montolivo in quanto professionista e in quanto persona, non molto delicato nei confronti degli equilibri del gruppo dei giocatori, ma poteva starci. Oggi però siamo di fronte ad un altro scenario. Riccardo Montolivo ha confermato che la sottrazione della fascia gli era stata spiegata con un "Così ha deciso il presidente Li". Forse perchè c'era un po' di imbarazzo in spogliatoio e si è preferito tagliare corto, ben sapendo che la decisione non era stata presa dal presidente cinese dell'epoca. Anche questo è comprensibile, non impeccabile ma capita, succede, non facciamo le verginelle. Ricordarsi tutto però, ed è un po' questo il punto, non sempre è possibile, per cui di recente il buon Massimiliano Mirabelli ha preso per buono quanto ha detto Montolivo nei giorni scorsi, e cioè: decisione di Li. In realtà non era stata motivata così la decisione e spiacerebbe se anche Montolivo avesse fatto le spese del metodo Bianchessi, il responsabile dell'attività di base del Settore giovanile rossonero (scopritore di tanti talenti fra cui Donnarumma, Cutrone, Calabria e Locatelli) rimosso per la sua amicizia con il "pelato". Sappiamo bene che oggi Mirabelli ha rivalutato in cuor suo il lavoro di Bianchessi e, probabilmente, ha svicolato sulla fascia di capitano per lo stesso motivo: non è stata una mossa premiata dai fatti e quindi ha preferito tirare dritto. Giusto e comprensibile, anche questo. L'importante però è dirci, e dirsi, la verità. 

Questa volta, piangiamo. E piangiamo senza ritegno. Non è stile Milan, ma tiriamo fuori tutto quel vittimismo e tutte quelle sindromi di accerchiamento di cui spesso veniamo accusati senza motivo. Piangiamo per Orsato, certo che sì. Esattamente come hanno fatto tutti i media romani e romanisti, nella penultima settimana di ottobre. Orsato non arbitrava la Roma da due anni e tutti a gridare al lupo al lupo al momento della designazione. Poi in campo è andato tutto bene, con Dzeko che ha preso per il collo Musacchio sullo 0-0 con questo risultato: la ramanzina se l'è presa Musacchio (vero che la sua caduta è stata eccessiva, ma è altrettanto vero che non è caduto da solo) e Dzeko pochi minuti dopo ha portato in vantaggio la Roma. Tutto bene, quindi. Non pretendiamo che Dzeko venisse espulso (magari ammonito, sì), ma certamente non era colpa di Musacchio se l'avversario lo ha preso per il collo lamentandosi per un precedente contatto che peraltro era assolutamente normale. Siamo stra d'accordo con Carlo Ancelotti sulla levatura e sulla personalità di Orsato. Ma al direttore di gara e ai 60mila di San Siro ci permettiamo di dirlo prima: non sta scritto da nessuna parte che debbano essere sgridati sempre e solo i giocatori milanisti dall'arbitro. La tesi maliziosa per cui è stato designato l'arbitro invocato da Ancelotti con il dito puntato verso il designatore arbitrale, la rigettiamo. Carlo ha parlato per senso di giustizia e in totale buona fede. L'istituzione arbitrale non ha voluto accontentarlo, ma ha deciso per Orsato in Milan-Napoli proprio per non concedere alibi a nessuno. Si poteva evitare, ma è stato fatto. Che non ne faccia però le spese il Milan come a Roma. Su questo vogliamo essere chiari. Visto che anche sull'1-0 di Torino c'era un fallo netto su Calhanoglu, replay cancellato dagli archivi tv, e dal contropiede di Belotti in poi è girata in negativo la stagione. Certo, il Milan sta facendo male e sta andando male per tanti e altri motivi, ma l'aspetto dell'atteggiamento arbitrale di campo nei confronti dei rossoneri è un fattore reale. Come magari anche altri aspetti extra campo, tipo il giocare il giovedì e la domenica e con un giorno di recupero in meno. Cosa alla quale, cara Lega Serie A, il Milan non è stato costretto solo contro la Lazio che gioca l'Europa League. Ma anche contro la Fiorentina, che notoriamente l'Europa League non la gioca. Lacrime arretrate, come si può vedere. Lacrime, ma con un fondamento. Su questo non c'è dubbio.

Paquetà era stato attaccato per fatto personale, al momento delle sue prime dichiarazioni dopo il cambio in panchina. Si era detto e scritto che il giovane brasiliano attaccasse Giampaolo perchè con lui giocava molto poco e che parlasse bene di Pioli perchè con lui invece gioca. Paquetà non ha commentato e la vita è andata avanti. Questa settimana però Andrea Conti ha detto le stesso cose che ha detto Paquetà, sia su Giampaolo che su Conti. E il laterale lecchese con Giampaolo aveva giocato un po' di più rispetto a Conti. Quindi sia Paquetà che Conti hanno espresso quello che era il disagio di un po' tutta la squadra. Nè l'uno e nemmeno l'altro, in realtà, hanno parlato per fatto personale. Nulla contro Giampaolo, professionista convinto delle sue idee e persona rispettosa di tutti, ma nemmeno contro Paquetà. Che è stato attaccato ingiustamente e forse per altri motivi, ma che non era giusto attaccare per le posizioni che aveva preso.


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