Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / milan / Primo Piano
Milan, finalmente Thiaw: il tedesco non sfigura. Ora tocca a Vranckx, Adli e De KetelaereTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
sabato 11 febbraio 2023, 15:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Milan, finalmente Thiaw: il tedesco non sfigura. Ora tocca a Vranckx, Adli e De Ketelaere

Da Milan malato a Milan convalescente, i tre punti di ieri sera contro il Toro indirizzano i rossoneri nella direzione giusta: il processo di guarigione è appena iniziato, importante farlo con una vittoria in casa. Vittoria che è arrivata non senza difficoltà, visto che nel primo tempo la squadra di Pioli, seppur riuscendo a tenere le distanza molto meglio rispetto alle ultime uscite, si è dimostrata ancora impaurita, nervosa e poco a suo agio in situazioni di pressione da parte dell'avversario. Nonostante qualche svarione dei singoli, Kjaer su tutti, la difesa però ha retto ed è riuscita a portare a casa un clean sheet che mancava dalla trasferta di Cremona dello scorso novembre: sembra passata un'eternità. 

Uno dei protagonisti positivi della serata è stato Malick Thiaw, schierato da titolare nella difesa a tre al posto di Matteo Gabbia: il tedesco di origini finlandesi ha dimostrato presenza fisica ed intraprendenza, riuscendo ad ammalgamarsi nel modo giusto con il resto dei compagni. Il classe 2001 è un prodotto grezzo e tutt'altro che finito, lo si vede nel suo gioco palla a terra e in qualche scelta in uscita, ma in un Milan in difficoltà difensiva, dal punto di vista fisico e dei centimetri, il suo metro e novantaquattro di altezza è stato utile: i rossoneri hanno vinto più duelli aerei contro una squadra come il Torino di Juric, particolarmente abile nei fondamentali fisici. L'ex Schalke, che in Germania aveva già giocato a 3, è parso a suo agio e molto più sicuro rispetto alle uscite precedenti: il lavoro prolungato a Milanello evidentemente sta dando i suoi frutti. Occhio però a non sbilanciarsi troppo nella direzione opposta: non era un oggetto misterioso prima, non è un fenomeno ora. È un progetto di giocatore con caratteristiche precise che il management rossonero ha seguito per diverso tempo prima di affondare il colpo, ed è certo che trovando continuità di utilizzo e di prestazioni salirà di livello, mettendo continuamente Pioli in difficoltà nelle scelte. Il tecnico rossonero, nel post partita, ha commentato così la sua prestazione: "Ha fatto molto bene. Nello Schalke ha giocato molto a 3, in nazionale a 4. Sono contento che abbia fatto bene, se ha giocato solo stasera è perché prima ho visto meglio altri suoi compagni”.

Questa buona prova può servire come trampolino di calcio anche per gli altri nuovi arrivati: De Ketelaere, comunque il più utilizzato ad oggi, Vranckx e Adli. Tutti e tre, come Thiaw, giocatori molto giovani e che arrivano da contesti profondamente diversi. Ma tutti e tre talentuosi, freschi e con caratteristiche diverse rispetto a chi al momento sembra essere titolare inamovibile. Vedendo la buona prova di Thiaw magari Pioli si aprirà di più all'idea di sfruttare in modo più profondo la rosa a disposizione: il numero di giocatori considerabili "pronti" magari non è così alto come si aspettava, ma il materiale a disposizione da malleare e valorizzare non manca. Certo, tanto passa anche dall'atteggiamento dei calciatori e da quello che fanno vedere a Milanello. Ieri sera comunque, seppur entrato negli ultimi 15 minuti scarsi di partita, De Ketelaere ha mostrato un linguaggio del corpo totalmente diverso rispetto a quello negativo di altre uscite: il belga, che comunque non è riuscito a fare nulla di particolare in avanti, è entrato in partita dal punto di vista fisico ed ha accettato di essere "sporco": contrasti, spallate, quel mezzo metro in più per andare sul pallone... Tutti tanti piccoli segnali che dimostrano di come il belga stia provando a cambiare direzione. Ora sta a Pioli capire quando e come buttarlo dentro facendogli sentire fiducia, come fatto ieri con Thiaw. Dalla crisi nera non si esce di certo con una vittoria, ma è importante trarre qualsiasi cosa di positivo sia uscito dai 90 minuti di ieri. Puntare anche sulla freschezza dei nuovi ragazzi può essere una delle possibili soluzioni.

Altre notizie