Gazzetta - San Siro divide Milan e Inter: rossoneri in solitaria. La strategia di Cardinale
Se c'è un elemento che ha accomunato Milan e Inter nelle loro ultracentenarie esistenze, questo è stato lo stadio e, specialmente, lo stadio di San Siro. Questa volta però la "Scala del Calcio" sta dividendo i due club milanesi anche qui: le lungaggini burocratiche del Comune di Milano per il nuovo progetto congiunto hanno stancato Gerry Cardinale che si vuole mettere in proprio e studia le alternative sul tavolo.
Scissione
Come riferisce la Gazzetta dello Sport questa mattina, e come aveva riportato anche nella giornata di ieri, il Milan sarebbe deciso a continuare il suo progetto per un nuovo stadio in solitaria e farlo lontano da San Siro. Troppe le questioni burocratiche e politiche a cui non si è riusciti a mettere un freno e che da oltre tre anni (ben prima l'avvento di RedBird) stanno avvelenando e rallentando il progetto di rossoneri e nerazzurri che hanno investito moltissimo in tutto questo. Gerry Cardinale pare aver deciso che non ha più senso aspettare che i politici si mettano d'accordo su vincoli o su tutti i paletti: il Milan andrà per la sua strada. E questo avverrà senza l'Inter. Della proprietà nerazzurra non rassicura la situazione finanziaria: Zhang ha un debito da risanare a Oaktree di circa 275 milioni di euro e si trova nella stessa posizione di Yonghong Li con Elliott qualche anno fa. Una situazione troppo incerta per il numeri uno di RedBird affinchè si possa continuare un progetto di tali proporzioni insieme. Per questo sarebbe arrivata la frattura anche se questa non è ufficiale.
Progetti
Come già riportato in passato dalla stampa e come rivelato, per esempio, dallo stesso presidente rossonero Paolo Scaroni nel recente passato, il Milan si è sempre tenuto vivo delle alternative concrete che potessero essere sfruttate in situazioni di immobilismo come questa che si è venuta a creare. Sono tre le zone che Cardinale avrebbe cerchiato in rosso: le ex acciaierie Falck a Sesto San Giovanni, San Donato e "La Maura" nei pressi dell'Ippodromo. Tre soluzioni private che, in questo senso, garantirebbero non pochi vantaggi di autonomia al club rossonero. L'Inter rimarrebbe così tagliata fuori e, secondo quanto riporta la rosea oggi in edicola, la propiretà nerazzurra non avrebbe gradito il comportamento degli stati generali rossoneri e per questo la frattura tra i due club sarebbe anche molto più ampia di quello che si crede. La sostanza rimane solo una, a oggi, Milan e Inter non hanno ancora un nuovo stadio.


