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A Lecce non si sarebbe vinto senza di loro: tutti rivogliono il tifo come a LecceTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:00Primo Piano
di Pietro Mazzara
per Milannews.it

A Lecce non si sarebbe vinto senza di loro: tutti rivogliono il tifo come a Lecce

Ci sono immagini che valgono più di mille parole. Scatti e frame televisivi che sanno di normalità da stadio e che ti fanno sentire, nelle orecchie, quello che tutti (o quasi) aspettavano da tempo. Sono le immagini dei giocatori del Milan che, nel secondo tempo, corrono sotto il settore ospiti per esultare in maniera viscerale con la propria gente, che è tornata a colorare i posti a lei dedicati con striscioni, bandiere e stendardi, lontani da blacklist assurde e divieti cervellotici. Le corse spontanee di Gimenez (poi il gol sarà annullato per fuorigioco), Loftus-Cheek e Pulisic sono delle reazioni naturali, gli occhi di Modric che finalmente trovano quelli della sua Curva, il saluto finale ad un intero settore – seppur a distanza e senza arrivarci sotto – sono sensazioni belle e di normalità, così come è sembrata normalità sentire i cori intonati e che hanno contrastato il ruggito del Via del Mare.

Cori, striscioni, bandiere: che bello
Al netto di chi continua a vivere e a costruirsi un’idea dietro un non vissuto da stadio o pregiudizi personali (con filippiche sui social e non) verso un determinato movimento, è assolutamente innegabile come tutta la squadra (ma anche la dirigenza), abbiano accolto con grande gioia il ritorno al tifo coordinato dalla Curva e seguito dai club e da tutti gli altri tifosi presenti. Questo il “tifo organizzato”, capace di dare coraggio e sostegno con la propria voce, i propri tamburi e con le proprie mani a chi, in campo, indossa la maglia del Milan. Gli sguardi dei calciatori si sono incrociati decine di volte con quelli dei tifosi presenti, sia nel riscaldamento sia durante la partita. È un rapporto indissolubile e necessario, che deve essere rianimato anche a San Siro. Perché non si può giocare in trasferta quando si gioca in casa e non si può giocare in casa quando si è in trasferta. È una follia assoluta, un’inversione di fattori che va rimodificata al più presto.

Per il bene del Milan
Da settimane, in maniera pubblica, la Curva Sud – in rappresentanza di tutto il tifo organizzato che comprende anche i Milan Club – ha esposto in maniera chiara la sua posizione per quanto concerne San Siro. Quello che diciamo noi è che serve una soluzione chiara e definitiva, che vada a superare i divieti quasi dittatoriali delle istituzioni su bandiere, striscioni, stendardi e tamburi e che consenta al Milan di fare uno degli acquisti più importanti di questa estate, ovvero la sua gente. L’auspicio grande è che a Milan-Bologna, entrando allo stadio, tutti possano guardare verso il secondo anello blu con occhi diversi, che possano sentire cori coordinati e trascinanti che aiutino la squadra sia nei momenti belli sia in quelli di maggior difficoltà, come accaduto a Lecce dopo i due gol annullati, dove il sostegno della tifoseria organizzata ha inciso nel tenere alto il livello di concentrazione e di voglia di vincere dei giocatori. Il tutto per il bene del Milan.