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Il Milan confuta Sir Isaac Newton: a un'azione non c'è mai reazione. E quanto pesano i big matchTUTTOmercatoWEB
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giovedì 11 gennaio 2024, 18:00Primo Piano
di Francesco Finulli
per Milannews.it

Il Milan confuta Sir Isaac Newton: a un'azione non c'è mai reazione. E quanto pesano i big match

Siamo allo scoccare del recupero del primo tempo, Leao imbecca la sovrapposizione di Theo che restituisce al portoghese il quale porta in vantaggio il Milan nei quarti di finale di Coppa Italia contro l'Atalanta. In quel momento - ieri - è finita la partita del Diavolo. Dopo neanche un minuto i rossoneri si fanno pareggiare a difesa schierata e nel secondo tempo, dopo il rigore concesso alla Dea, non producono nessuna palla gol davvero pericolosa nonostante una buona mezz'ora a disposizione. Per il Milan di questa stagione, purtroppo, è un film già visto.

Azione... no reazione

Il terzo principio della dinamica recita che a un'azione è sempre opposta un'uguale reazione: una legge che con il Milan sembra non verificarsi. Senza offendere nessun esperto di fisica, se proviamo a traslare questo discorso alla situazione attuale dei rossoneri, si può dire che ogni volta che il Diavolo ha subito un'azione a suo danno (gol subito, rigore a sfavore, infortunio, espulsione) molto raramente si è vista una reazione veemente. Anzi. L'incapacità della squadra rossonera di fronteggiare le situazioni di difficoltà all'interno di una partita è stato uno dei leitmotiv di questa prima parte di stagione. Solo tre volte, infatti, il Milan è riuscito a rimontare uno svantaggio di cui due (piccola nota positiva) in Champions League: contro Cagliari, PSG e Newcastle. In altre sei occasioni - di cui cinque scontri diretti - quando il Milan ha trovato lo svantaggio non ha saputo reagire. E allo svantaggio in termini di gol si possono aggiungere tante altre situazioni: contro il Dortmund a San Siro la sliding door del doppio rigore e l'infortunio di Thiaw; contro la Juventus l'espulsione sempre di Thiaw; contro l'Atalanta in campionato quella di Calabria e in Coppa dopo il rigore in favore dei bergamaschi (per quanto inesistente); e ancora le rimonte subite da Napoli e Lecce nei secondi tempi... Queste sono solo alcune delle situazioni che hanno affossato i rossoneri: momenti dopo i quali il Milan è andato in confusione, si è dimostrato molle e non ha saputo reagire. Com'è successo ieri.

No big match

A margine di questo discorso, è doveroso aprire una parentesi sui big match. Per il Milan sono stati tutto tranne che "big", nel corso di questa stagione. Se si considerano le partite con le "sette sorelle" e quelle del girone di Champions League, il Milan ha disputato 13 scontri diretti. Il ruolino di marcia è negativo: solamente quattro vittorie (con le romane e le già citate con PSG e Newcastle) a fronte di sei sconfitte (compresa quella in Coppa Italia) e tre pareggi. In totale la squadra di Pioli ha subito 23 gol e ne ha fatti solamente 15. Se si guarda anche la questione classifica, dai big match di campionato e Champions il Milan ha ottenuto appena 15 punti in 13 partite. E in campionato sono state solamente due le vittorie, entrambe arrivate a inizio stagione: è chiaro che un rendimento di questo tipo non può essere accettabile per una squadra che è partita in questa stagione con l'obiettivo della seconda stella e di andare più avanti possibile in Champions e Coppa Italia. L'augurio è che per il girone di ritorno, già a partire da domenica contro la Roma, le cose possano cambiare. Nella speranza che anche nel caso in cui si presentassero delle difficoltà nel corso della sfida, come è normale nel calcio e nello sport, queste si riescano ad affrontare senza ansie e con maggior concretezza.

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