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Bajraktarevic, l'incubo dell'Italia, nel mirino del Milan: i rossoneri lo seguono da primaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 12:00Primo Piano
di Francesco Finulli
per Milannews.it

Bajraktarevic, l'incubo dell'Italia, nel mirino del Milan: i rossoneri lo seguono da prima

Il nome di Esmir Bajraktarevic, fino a martedì pomeriggio, probabilmente non diceva nulla al 90% degli appassionati di calcio in Italia. Oggi invece, solamente tre giorni dopo, è un nome che è sulla bocca di tutti, non solo nel nostro paese ma in giro per il mondo: con il suo rigore Bajraktarevic ha mandato la Bosnia al suo secondo Mondiale e ha escluso l'Italia dalla competizione iridata per la terza volta consecutiva. Oggi, in particolare sulle colonne del Corriere dello Sport, se ne parla in ottica Milan.

Sangue bosniaco, formazione americana

La storia di Esmir Bajraktarevic è molto particolare, fin dalla nascita. L'esterno offensivo è nato nel 2005 negli Stati Uniti, più precisamente nello stato del Wisconsin. E la sua formazione come uomo e come calciatore è avvenuta tutta nel paese a stelle e strisce, dove è cresciuto e dove ha vissuto praticamente fino all'inverno 2025. Il suo ingresso nel mondo dei professionisti lo si deve ai New England Revolution, squadra di MLS che prima lo ha coccolato nella sua formazione riserve e poi lo ha fatto esordire nella lega professionistica nordamericana. In due anni con la squadra di Boston, Bajraktarevic si è messo talmente tanto in luce da attirare su di sè gli occhi del PSV Eindhoven che, nel gennaio del 2025, se lo è portato in Olanda per 3 milioni di euro. In Eredivisie, fino a questo momento, ha collezionato 5 gol e 2 assist in 33 presenze complessive.

Radar rossoneri

Ma come ci è finito a calciare il rigore decisivo che ha eliminato l'Italia? Il cognome parla chiaro: Esmir è figlio di genitori scappati in America dalla Bosnia, a causa della guerra. Dopo aver giocato per alcune selezioni americane giovanili, il classe 2005 ha deciso di difendere i colori del suo paese di origine, che gli sono sempre stati cuciti addosso come dimostra un video del giocatore da bambino (che circola in rete in queste ore) mentre viene ripreso a giocare con la maglia di Edin Dzeko. Martedì per 120 minuti, sia in 11 contro 11 che in superiorità numerica, è stato una spina nel fianco per l'Italia che non è mai riuscito a contenerlo: tanta qualità e tanta corsa, con la ciliegina del rigore decisivo che lo ha iscritto automaticamente nel libro della storia calcistica del suo paese. In tutto questo il Milan lo segue già da diverso tempo: come veniva già sottolineato a poche ore dalla partita dall'osservatore Palma (leggi qui). I rossoneri hanno ormai adottato questo modus operandi di affiancare a profili più esperti e navigati, come potrebbe essere Goretzka, ad altri più giovani e di prospettiva, come è Bajraktarevic. Ancora non c'è nulla di concreto in piedi, solo un interesse che potrebbe tramutarsi in qualcosa di più: specialmente se il bosniaco dovesse regalarsi un finale di stagione e un Mondiale di livello importante, sull'onda dell'entusiasmo.