Mai lo avremmo immaginato, ma Iraola ha snobbato il Milan. Il fascino rossonero non basta più, a patto che valga ancora
Andoni Iraola non è ancora diventato il nuovo allenatore del Crystal Palace. Giustamente vi domanderete: "e allora?", ma paradossalmente è proprio questo a rendere la situazione ancora più amara per il Milan. Il discorso è semplice: il tecnico basco non solo avrebbe dato priorità alle Eagles piuttosto che ai rossoneri, ma secondo le ultime ricostruzioni acrebbe preso tempo in attesa di capire se possa aprirsi qualcosa di ancora più prestigioso in Premier League, in particolare dalle parti di Liverpool. Non solo: sull'ex Bournemouth c'è forte anche il Bayer Leverkusen. Praticamente una corsa a tre, a quattro se consideriamo la speranza Liverpool del tecnico, ed il Milan è all'ultimo posto. Dalla Germania sembrano essere convinti che alla fine saranno proprio le Aspirine a spuntarla.
Che cosa significa tutto questo? Che il fascino rossonero non basta più. O peggio, che oggi il Milan rischia di non essere nemmeno la seconda scelta di un alleantore giovane, ambizioso e in rampa di lancio. Se Andoni Iraola, la prima scelta per il dopo Massimiliano Allegri, preferisce aspettare altri incastri, allora il problema non è più soltanto tecnico, ma strutturale, profondo, identitario. Perché qui non si parla di un allenatore che ha detto "no" al Milan per il Real Madrid, il Bayern Monaco o il Manchester City, ma si parla di un tecnico, in rampa di lancio, che avrebbe scelto di prendere tempo e valutare la panchina del Crystal Palace ed aspettare quella del Liverpool piuttosto che accettare quella del Diavolo. E questo dovrebbe far suonare più di un allarme dalle parti di Casa Milan. O meglio, dal quartier generale di Londra di Gerry Cardinale.
Allora il famoso fascino rossonero, quello che per anni ha aperto porte, convinto campioni ed attratto allenatori, oggi non basta più. Sempre ammesso che esista ancora nella stessa forma di un tempo. Perché il nome Milan resta enorme, ma il progetto attuale appare fragile, confuso, poco credibile. E un allenatore giovane, ambizioso e in ascesa guarda il Milan e vede più rischi che opportunità.
CHE UMILIAZIONE, IRAOLA HA PREFERITO ALTRO AL MILAN
Le motivazioni del rifiuto rendono tutto ancora più grave. Iraola avrebbe dubbi sul progetto tecnico rossonero all'apparenza complicato, soprattutto a fronte del fatto che il Milan non ha ancora un management definito. Non solo. Dietro il rifiuto del basco ci sarebbe anche una questione di ambizione. Tradotto: oggi, agli occhi di un allenatore emergente, il Milan offre meno certezze sportive, meno struttura e meno forza economica di un club senza storia, il peso e l'ambizione dichiarata dei rossoneri.
È una prima avvertenza pesantissima questa per il duo Cardinale-Ibrahimovic. Prima ancora di costruire, hanno già mancato la firma del primo vero obiettivo per la panchina. E non per un dettaglio, ma per una mancanza importante: quella della credibilità progettuale. Il nuovo Milan doveva - e deve! - ripartire con forza, idee e autorevolezza, invece parte con un rifiuto rumoroso, quasi simbolico.
Se i presupposti sono questi, il futuro non promette bene, perché prima di - tornare a - convincere i tifosi bisogna farlo con gli addetti ai lavori, e oggi il Milan, amaramente, non sembrerebbe riuscirci.






