ESCLUSIVA MN - Cuomo: "Certe cose sentite anche con Fonseca, ma c'è una differenza. Per Leao non c'è spazio"
Michael Cuomo, giornalista di TeleLombardia, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it da Casa Milan al termine della conferenza di presentazione di Ruben Amorim, nuovo allenatore, e dell'intervento di Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero.
Che sensazione ti porti dalla conferenza di Amorim e Cardinale?
"Esco con tanta curiosità. Sono talmente tante parole che esprimere un giudizio oggi è difficile. Come fai a dire che non siano belle parole? Sono belle parole. Di Allegri, che conoscevamo, non ci siamo chiesti cosa pensassimo delle sue parole, perché sapevamo cosa aspettarci, mentre oggi siamo a chiederci le sensazioni. Sono le classiche parole di filososia che devono necessariamente essere accompagnate dai fatti. Altrimenti restano ululati nel deserto. Il calcio dominante lo avevamo sentito anche con Paulo Fonseca, verso cui Amorim ha grande apprezzamento. Però il primo giorno di scuola le professoresse erano tutte brave, poi alla prima verifica andata male era colpa loro. Oggi sono stati tutti belli, anche Cardinale ci è sembrato assolutamente lucido e riflessivo nell'ammettere i suoi errori e nel prospettare la ripartenza del club. Oggi pare avere tutto un senso nella sua follia. C'è la voglia di fare qualcosa di bello e di grande mettendo in atto l'esecuzione di quello che il piano della proprietà. Poi il piano in linea teorica non basta, serve la messa in atto e l'esecuzione".
Amorim ha detto che Pulisic giocherà a sinistra...
"Vuol dire che andrà fuori Leao. Amorim non ha parlato dei singoli, ma quando gli abbiamo chiesto di lui, in generale, ha detto che vuole giocatori che amino il calcio e amino il Milan. E le parole di Leao delle ultime settimane ci fanno capire che non sia più compatibile con il Milan. Con Pulisic a sinistra, uno dei due è di troppo. Resta Chukwueze, resta Nkunku: Leao non ci sarà nella nuova rosa. Le nostre sensazioni sono confermate".
Leao lo cederesti?
"Deve arrivare l'offerta giusta. Credo si possa arrivare ad una situazione compromesso in stile Theo Hernandez: o via o niente. Non credo proprio ci siano i margini per ricucire, non credo ci siano per pensare che Leao possa ancora appartenere al Milan. Io onestamente mi sono messo l'anima in pace: Leao è stato oggetto divisivo e sempre discutibile; e lo dico con la tristezza del cuore. Perché Leao è il più forte della rosa del Milan ed è quello che cambia l'inerzia della sua squadra, sia in positivo che in negativo, in Serie A: l'Inter senza Lautaro Martinez non è meno forte del Milan senza Leao. Con Leao in forma, il Milan aveva un 50% in più. Ho sempre sperato che Leao potesse essere il valore aggiunto del Milan. Non lo potrà più diventare".
Il mercato sarà fatto subito?
"Non si arriverà a fine agosto come gli anni scorsi, soprattutto per i giocatori necessari al piano Amorim. Aggiunto un altro punto: l'anno scorso c'erano Allegri, Tare e Furlani. E ci dicevamo che Furlani, a livello di competenze calcistiche, fosse su un altro livello rispetto a Tare e ad Allegri. C'era già divisione e disequilibrio. In questo nuovo management, invece, li vedo tutti sulla stessa linea d'onda, perché non c'è uno che emerge. Poi io ammetto di essere legato ad una struttura più tradizionale e non sono un grande amante dello scout che parla col direttore che parla col proprietario che poi decide, ma nella loro poca esperienza, nel loro non essere top, sono tutti uniti. Sono tutti sullo stesso livello. Cosa che non c'era prima, quando il Milan era una polveriera. Oggi sono tutti sullo stesso piano, senza il gallo nel pollaio".
Non deve, però, mancare l'umiltà, anche quando - e se - ci saranno i risultati...
"Galliani dice sempre che il grande dirigente si vede nelle difficoltà e non nei momenti di euforia. L'Inter, all'inizio della scorsa stagione, si è fatta sentire in maniera forte con Marotta e Ausilio per compattare l'ambiente e dare sicurezza al nuovo allenatore. Al Milan sarà importante non dare un'accelerata subito, ma se capiterà non bisogna pensare che la partenza forte sia sinonimo del tutto a posto, perché è nei momenti deludenti che si capirà che piede potrà avere questa squadra. Bisognerà capire, per esempio, chi andrà dei dirigenti a Milanello in spogliatoio".
Cardinale, intanto, c'è stato.
"Abbiamo visto Cardinale, abbiamo sentito la sua voce. È vero che sono quattro estati che ci diciamo 'Quest'anno cambia la solfa'. Eravamo fiduciosi dopo la conferenza stampa di Ibrahimovic, eravamo fiduciosi dopo l'annuncio di Allegri, ma oggi la fiducia va conquistata. Non si può pensare che bastino le parole perché i tifosi si rimangino le critiche. Servono i fatti".


