Maldini in nazionale: fine del tormentone-Milan. Calciomercato a tappe: focus esterno
La notizia dell’approdo di Paolo Maldini in Figc come direttore tecnico e presidente di Club Italia, con Leonardo come advisor, era quello che il mondo del calcio si augurava dopo l’elezione di Giovanni Malagò. L’ex dirigente milanista ha accettato la corte federale e adesso potrà agire e intervenire secondo la sua visione, provando a debellare quanto di sedimentato c’è a Coverciano. Ma la nomina di Maldini a capo dell’area sportiva della Figc ha anche posto fine al lungo tormentone di un suo ipotetico ritorno al Milan. Nel corso degli ultimi tre anni se ne sono lette di cotte e di crude, ma di concreto c’è stato poco. Di sicuro non ci sono mai stati i presupposti per un riappacificamento con Gerry Cardinale, che a curriculum ha la scelta – presa da lui nel gennaio del 2023 – di mandare via Maldini perché ritenuto un “One man show”. La fine del periodo “da disoccupato” di Maldini e la durata del contratto in Figc – ovvero quattro anni – dovrà segnare uno spartiacque netto dentro l’ambiente milanista, perché a Roma Paolo sarà protetto da Malagò, che scommettendo su di lui ha fatto una mossa politica forte e di grande impatto. Nessuno dice che non si debba essere nostalgici dell’ultimo dirigente che ha portato il Milan a vincere lo scudetto (insieme al lavoro di Ricky Massara), ma di sicuro sarà difficile ritrovare indiscrezioni su un ipotetico Maldini-bis al Milan adesso che ha accettato una sfida enorme come quella di ribaltare completamente il sistema.
Gerry Cardinale vuole provare a ripartire, a ricucire con l’ambiente milanista e questo proposito va registrato. La strada, però, non è semplice. Perché le ultime quattro stagioni, quelle in cui lui dichiarava una cosa e poi a Milano ne succedeva un’altra, hanno marchiato a fuoco il suo nome e le sue idee. Adesso è libero di poter agire, come a dire che prima era frenato da altri, e ha deciso di puntare su una strategia molto aggressiva sul mercato. Il suo mantra è chiaro: si individua il giocatore e nel minor tempo possibile, si deve acquisire. Niente trattative-telenovela, ai suoi uomini ha dato come mantra la rapidità d’esecuzione. In questo ambito, la figura di Massimo Calvelli come amministratore delegato sarà tutta da scoprire, anche se i primi movimenti fatti e le deleghe che gli sono state conferite ci parlano di una situazione ben impostata. Ma di parole e promesse la Milano rossonera se ne fa ben poco. Serviranno altri fatti concreti sul mercato e poi sul campo.
Ruben Amorim ha tracciato la mappa: dopo Gonçalo Ramos e Mario Gila, adesso l’obiettivo è un esterno che giochi a sinistra. Mazraoui del Manchester United e Guela Doué dello Strasburgo sono due nomi caldi per quel ruolo, visto che Jorge Mendes è al lavoro per piazzare Pervis Estupinan all’Aston Villa. Parallelamente il Milan cercherà anche un trequartista di destra. Ma i cambi, anche al netto delle diverse uscite che ci saranno, sono destinati ad essere diversi.


