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Leao, niente parabola del figliol prodigo. Rafa, è tempo di vivere nel mondo reale
Oggi alle 18:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Leao, niente parabola del figliol prodigo. Rafa, è tempo di vivere nel mondo reale

Leao prova a ricucire lo strappo dopo aver messo in estrema difficoltà il Milan, ma non è così che ci si comporta

Vi lasciamo qui di seguito le interviste rilasciate da Leao tra la fine del campionato e l'inizio del Mondiale, una a San Siro con una tv portoghese, una ad un evento del suo marchio di street wear e un'altra in un podcasta, in cui Rafa ammetteva senza farsi troppi problemi che considerava chiusa la sua avventura al Milan, con la forte volontà di andare a giocare in un altro campionato.

LEAO, TUTTE LE DICHIARAZIONI D'ADDIO

"Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po'. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbe di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l'opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che il mio talento riuscirei a metterlo a confronto con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore".

“Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. È stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. E sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club. Tutti hanno i loro sogni, le loro sfide, le cose che desiderano, gli obiettivi che vogliono raggiungere. E anch'io desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. Se questo accadrà, sarò molto felice e soddisfatto perché ho fatto il mio dovere al Milan".

LEAO, LA DURA REALTÀ 

Cosa è successo da quelle parole? Nulla. Perché Leao ha disputato un Mondiale anonimo e nessun top club europeo si è interessato a Rafa. Il suo entourage e gli intermediari si sono dannati per proporlo ovunque, ma nessuna squadra di un certo livello ha abboccato all'amo. Gli unici interessi più o meno concreti sono arrivati dalla Turchia. Una situazione che si spiega da sé e non ha bisogno di ulteriori commenti. Se non ribadire per l'ennesima volta che è evidente che Leao viva in un mondo tutto suo: fare quelle dichiarazioni senza avere nulla in mano è sintomo di poca furbizia, a voler essere gentili. Ora dal suo lato arrivano segnali più o meno diretti di riappacificazione: facile, ma è finito il tempo delle sciocchezze e dei mondi fatati. Leao è un ragazzo di 27 anni, padre di due figli. È giusto che inizi a prendersi le sue responsabilità. Le dichiarazioni di giugno hanno messo in grande difficoltà il Club e non è così che ci si comporta.