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ESCLUSIVA MN - Hauge: “Al Milan avrei dovuto avere più pazienza, ma avevo paura di perdere la Nazionale. La crisi? Sono sicuro che tornerete grandi. Bellissimo segnare all’Inter con il Bodø. Tornare un giorno? Magari. Forza Milan!”TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 16:00ESCLUSIVE MN
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

ESCLUSIVA MN - Hauge: “Al Milan avrei dovuto avere più pazienza, ma avevo paura di perdere la Nazionale. La crisi? Sono sicuro che tornerete grandi. Bellissimo segnare all’Inter con il Bodø. Tornare un giorno? Magari. Forza Milan!”

Il giornalista Alessandro Schiavone ha intervistato in esclusiva per MilanNews.it l’ex attaccante del Milan Jens Petter Hauge, che nella stagione 2020-21 ha realizzato cinque gol in maglia rossonera, andando a segno contro Spezia, due al Celtic, Sampdoria e Sparta Praga. Nonostante abbia trascorso una sola stagione a Milanello, il norvegese non ha mai nascosto il suo amore per il Milan e, in questa intervista, racconta il rimpianto di essere andato via troppo presto, il suo legame con i colori rossoneri e la speranza, un giorno, di poter tornare.

Jens, hai giocato solo una stagione al Milan, ma ogni volta che parli del club si percepisce ancora tutto l’affetto che provi per i rossoneri.
“Amo davvero tanto questo club. È stata la prima squadra che ho giocato fuori dalla Norvegia e dal Bodø. I compagni e tutte le persone che lavoravano nel club si sono presi grande cura di me. È stato un periodo davvero bello al Milan, dove c’erano giocatori fortissimi come Ibrahimovic".

Ti criticava a volte (ride, ndr)?
“Sì, ma è normale ed è stato anche un bene (ride, ndr)".

Avevi solo 21 anni. Col senno di poi, avresti preferito trasferirti al Milan qualche anno più tardi, magari adesso dopo una grande Champions League e il Mondiale con la Norvegia?
“Si può sempre dire così, ma io mi sono goduto il mio periodo al Milan e forse avrei dovuto avere un po’ più di pazienza, senza andare via dopo una sola stagione. Questo è il calcio, le cose succedono in fretta e non posso avere rimpianti. Il mio periodo lì è stato positivo".

Negli ultimi due mesi giocavi pochissimo... non si capiva come mai Pioli non ti desse più spazio dall’oggi al domani.
“È passato tanto tempo, ma dopo il gol contro la Sampdoria non ho più avuto una nuova occasione per giocare. Erano rientrati alcuni giocatori dagli infortuni e quindi era difficile trovare spazio. Forse mi sono fatto prendere un po’ troppo dallo stress perché volevo mantenere il mio posto in Nazionale. E per farlo, ovviamente, dovevo giocare. Ma questo è il calcio e cose del genere succedono. Non ho rimpianti".

Il gol più importante? Quello decisivo a Praga contro lo Sparta?
“Sì, quello è stato un gol importante che ancora oggi ricordo bene.”

Cosa pensi del Milan attuale? Dopo la tua partenza ha raggiunto il suo apice con Scudetto e semifinale di Champions League, ma ora è più o meno tornato al punto in cui era quando c’eri tu.
“Devono semplicemente continuare a lavorare. Hanno giocatori di qualità e sono una buona squadra. Penso che questa stagione torneranno a fare bene. Il calcio è difficile: bisogna lavorare, continuare a crescere e poi arrivano i risultati. Io faccio il tifo per loro".

Hai detto che, tornando indietro, avresti avuto più pazienza. Si sa che l’erba del vicino non è sempre più verde... Leao ora vuole andare via: che consiglio gli daresti?
“No, non posso dirgli molto. È un giocatore fantastico, ha un potenziale enorme. Deve fare quello che è meglio per lui e per la sua carriera. Spero di rivederlo al suo massimo livello perché è un calciatore straordinario. Si è visto anche quello che ha fatto con il Portogallo. Sono sicuro che tornerà al suo miglior livello e spero che lo faccia con il Milan".

Da vero rossonero hai segnato all’Inter sia all’andata che al ritorno la scorsa stagione con il Bodø. Era scritto nel destino.
“È stato un momento davvero bellissimo per me (ride, ndr)! Ci tenevo tantissimo a fare bene in quella partita, soprattutto a San Siro tornando a Milano. È stata la partita più speciale per me in Champions League".

Ma qual è il segreto del Bodø? In casa siete spesso ingiocabili e in generale l’anno scorso avete fatto grandi cose battendo anche l’Atletico a Madrid. Movimenti rapidi, transizioni devastanti e letali sottoporta: l’alchimia tra di voi è incredibile.
“Questa è la cosa bella del calcio: è uno sport di squadra e, normalmente, vince la squadra migliore. E quella sera contro l’Inter, così come la settimana prima, la squadra migliore eravamo noi".

Ti rivedremo un giorno al Milan?
“Non lo so, adesso qui sto bene. Ma spero di tornare,  Forza Milan!!!”.

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