Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / milan / Editoriale
Maignan, Rabiot, Leao, mercato, cessioni: Cardinale sotto assedio. I casi roventi dell'estate sono tutti rossoneri, ma nessuno parla. E nessuno faTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Serafini
per Milannews.it

Maignan, Rabiot, Leao, mercato, cessioni: Cardinale sotto assedio. I casi roventi dell'estate sono tutti rossoneri, ma nessuno parla. E nessuno fa

Poirot sarebbe sguazzato nella polveriera del Milan: più casi in un solo mese estivo che nei suoi film. Maignan in ritardo, assente al funerale di Baresi, scocciato per il cambio di preparatore dei portieri; Rabiot voleva un ritocco in caso di Champions, poi arriva in ritardo; Leao sì, Leao no, ma Leao è sempre e comunque un caso; mercato immobile, come le cessioni, e del resto senza un direttore sportivo è davvero complicato muoversi su scala nazionale, figurarsi all'estero. 

I summit tra l'assediato Cardinale e Amorim si susseguono a ritmo incalzante, eppure nessuno parla, nessuno spiega, nessuno fa. Le vacanze prolungate di Maignan e Rabiot, per esempio: la scoppola francese ai Mondiali è stata indigesta, il morale è basso e la condizione da ritrovare, ma - a quanto risulta - c'era pieno accordo tra la durata delle vacanze dei due galletti e la società, intesa come l'allenatore. Dunque una questione di opportunità, magari di etica agli occhi dei tifosi e di chi un certo Milan lo ha vissuto, da dentro o da fuori. Una detonazione dolorosa specie nei giorni della perdita del capitano dei capitani, ma non una trasgressione, non uno strappo. Non un caso. Un enorme fastidio, anche se in altri club dovrebbe fregare più che tornino carichi e in forma, motivati e convinti, che non puntuali. Se autorizzati. Ma il Milan è il Milan, non è un "altro club".

Nel frattempo piovono le invocazioni: via la fascia di capitano a Maignan, mandatelo in panchina all'esordio di Torino, multatelo, mettetelo dietro la lavagna, bucategli le gomme della macchina. Si può discutere sul ruolo di capitano e chi - come me - ha visto la fascia al braccio di Rivera, Baresi, Maldini per 40 anni di fila, sta peggio di tutti. Il problema è non rassegnarsi alla mediocrità comportamentale di tutti. 

Il mercato è fermo, entra qualcuno se esce qualcuno di gallianesca memoria. Dopo i due botti di fine stagione, Ramos e Gila, il grafico si è appiattito. Imperversa il toto-pedata: fuori Tomori, Fofana, Loftus-Cheek, Ricci, Leao, Musah, Estupinian vivaddio. Ok. Dentro, chi? La danza immobile continua sotto al sole cocente, nel silenzio. 

Altrove tutto gira meglio, tutto gira di più: l'Inter scatenata sul mercato inglese, la Juve spende e spande con lo stesso problema degli esuberi (risolto solo in parte con la cessione di Vlahovic), la Roma è stellare anche se le becca ovunque, il Napoli prepara un rush finale superbo, l'Atalanta tornerà ad essere la rivelazione, il Como è da Champions, la Fiorentina potente outsider. Non c'è nessuna ironia, è un elenco dei fatti. Tutti si stanno preparando al campionato, tra pochi giorni, con i motori caldi. Il Milan ha smontato il suo ed è fermo ai box, riflettendo su quale vite, quale valvola, quale candela, quale filo... Con un team di meccanici che fino ad oggi non avevano mai visto una pista, un'auto da corsa, un pistone. A parte Amorim.

Possiamo essere fiduciosi? Ottimisti? Chi è credente come me lo è sempre nella vita, a prescindere. Fino a quando non si sente e non si vede Ibrahimovic, può succedere tutto in meglio rispetto a questo nulla cosmico. Poi però arriverà lui, tornerà il giudice supremo svedese, inappellabile: saranno dolori per tutti. E già non ci sarà più tempo. 
Preghiamo.

Altre notizie