ESCLUSIVA MN - Leggenda Schalke 04 Bordon: "Il Kakà degli anni d'oro era il miglior giocatore al mondo. Ingiocabile, una Ferrari. Ma noi vendemmo cara la pelle al Milan. L’esultanza di Gattuso a Poulsen? Lui era cosi, picchiava duro..."
Marcelo Bordon, ex difensore brasiliano e autentica leggenda dello Schalke 04, torna con la memoria a quella sfida speciale contro il Milan nella Champions League 2005/06. Due partite rimaste nella storia: il 2-2 di Gelsenkirchen e il pirotecnico 3-2 per i rossoneri a San Siro, con la celebre esultanza di Gennaro Gattuso in faccia a Christian Poulsen.
In esclusiva per MilanNews.it, attraverso il giornalista Alessandro Schiavone direttamente da Gelsenkirchen, Bordon ripercorre quegli incontri e racconta il Milan dei fenomeni, da Kaká a Pirlo, da Shevchenko a Maldini e Nesta. Ma non solo: il brasiliano svela anche chi considera l’attaccante più forte che abbia mai affrontato, parla del suo ex allenatore Ralf Rangnick e non risparmia una battuta sul momento attuale del Milan.
Marcelo Bordon, avete affrontato due volte il Milan con lo Schalke nella stagione 2005/06: 2-2 a Gelsenkirchen e 3-2 per il Milan a San Siro. Che ricordi ha di quelle partite?
“Giocare in Champions League è sempre qualcosa di speciale ed è sempre bello scendere in campo in una competizione del genere. All’epoca, però, il Milan viveva gli anni d’oro di Kaká, che era il miglior giocatore del mondo. I suoi movimenti erano come quelli di una Ferrari! Nonostante questo, noi abbiamo lottato, abbiamo giocato bene insieme e ci siamo fatti valere. Grazie anche a quelle partite, lo Schalke 04 si è fatto un grande nome a livello internazionale. Erano anni molto belli per noi e, nonostante il Milan avesse una squadra fortissima, siamo andati davvero vicini a qualificarci".
Kaká non era soltanto il giocatore più forte del Milan, ma forse il migliore al mondo in quegli anni, insieme a Ronaldinho.
“Nel 2007 fu eletto miglior giocatore del mondo e vinse il Pallone d’Oro per tutto quello che aveva fatto l’anno prima. Come si poteva fermare Kaká? Era impossibile in quel periodo. Aveva qualcosa di diverso, ingiocabile. Ronaldinho, Ronaldo e Kaká in quegli anni erano i migliori. Era impossibile fermarli”.
A proposito della celebre esultanza di Gattuso in faccia a Poulsen dopo la fine di quella partita:
“Quello era lo stile di Gattuso, lui era fatto così. Anche io ero così e mi piacevano i giocatori combattivi. Gattuso era il sangue di quella squadra. Si occupava delle cose sporche e picchiava gli avversari così Pirlo, Shevchenko e Kaká avevano la libertà di attaccare. In una squadra deve sempre esserci qualcuno che si occupa di queste cose” (ride, ndr).
Dall’altra parte c’era Inzaghi: non lo vedevi per tutta la partita e poi spuntava dal nulla e segnava. Non contro di voi, visto che tra andata e ritorno il Milan mandò in gol Kaká, Pirlo, Seedorf e Shevchenko. Ma ancora oggi Oliver Kahn e i tifosi del Bayern Monaco probabilmente hanno gli incubi quando pensano a Superpippo. Tecnicamente non era il giocatore più forte, ma era sempre al posto giusto nel momento giusto.
“Inzaghi era uno specialista. L’unica cosa che sapeva fare era segnare. Non era nemmeno capace di fare un uno-due con un compagno, ma nell’area piccola era di classe mondiale. Mio Dio! L’ho detto tante volte anche in altre interviste: l’attaccante più forte che abbia mai affrontato era Inzaghi".
Dall’altra parte c’erano Nesta e Maldini, la massima espressione della classe mondiale.
(Bordon annuisce un paio di volte, ndr). “Ma noi abbiamo venduto cara la pelle, giocando due grandi partite. Però anche Bordon e Krstajić erano giocatori di classe mondiale” (ride, ndr).
Rangnick è stato vicino al Milan per due volte: nel 2020 e quest’anno. È un allenatore che vuole sempre avere pieni poteri. Ma è davvero un personaggio così difficile?
“È stato il mio allenatore allo Stoccarda e allo Schalke e posso dirvi che è una persona normalissima. Quello che richiede fuori dal campo non lo so, ma in campo, nello spogliatoio e nei rapporti con le persone era molto alla mano”.
Che cosa pensa del declino del Milan?
“Meglio dimenticare… Ci vorrà molto tempo per tornare grandi. Il Milan attuale… davvero meglio lasciar perdere…”.


