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In molti c’eravamo sbagliati. Ok le scelte dell’altro Milan. Mercato: ora è da completareTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

In molti c’eravamo sbagliati. Ok le scelte dell’altro Milan. Mercato: ora è da completare

Quando il quadro si fa più chiaro è bene prendere atto delle previsioni sbagliate e correggerle per conservare la propria credibilità. È questo quello che sta accadendo, da qualche giorno, nel mondo Milan ed è naturalmente accompagnato -sui social- dai commenti di chi intende “impiccare” i protagonisti della comunicazione ai giudizi retrodatati commettendo così un errore grossolano. I giudizi anticipati appartengono alla categoria dei maghi o dei presunti tali. I giudizi in diretta invece tengono conto della realtà di quel momento. E obiettivamente, la realtà dei giorni successivi alla fine del campionato con il Milan di Allegri scivolato incredibilmente dal quarto al quinto posto, perdendo di fatto la Champions e provocando una sorta di terremoto negli uffici di casa Milan, era tale da lasciar pensare in modo negativo all’immediato futuro. E invece, a dispetto delle previsioni fallaci, il Milan spuntato fuori dalla famosa spiegazione di quel lunedì nero firmata da Gerry Cardinale in un hotel a Milano, ha fino a questo momento una sua logica e una sua interessante costruzione calcistica.

La mossa più intelligente di tutte è stata fatta, pur nella difficoltà di avere il sì di alcune figure contattate velocemente a fine maggio, con la scelta di promuovere le seconde linee operative che hanno lavorato dietro le quinte negli anni e nell’ultima stagione con Furlani, Moncada, Tare e Allegri. E infatti le prime due operazioni hanno questa caratteristica essenziale: sono figlie delle decisioni prese già tra aprile e maggio quando cominciarono a preparare la futura stagione immaginando la Champions come risultato scontato. 

Al pari, bisogna aggiungere, della lista degli esuberi con Tomori, Fofana, Gimenez a cui si è aggiunto a sorpresa (giudizio di Amorim) Nkunku che con Tare sarebbe rimasto. Gonçalo Ramos e Gila (come dimostrano le parole del difensore) erano gli obiettivi dichiarati del vecchio Milan e su questi hanno continuato a lavorare. Altra promessa mantenuta, nonostante ci fossero perplessità dichiarate, è stata la decisione di seguire da vicino e in prima persona la gestione del Milan. Gerry Cardinale, da quel giorno, è stato molto più presente a Milano, a Milanello, al telefono e in giro per l’Europa tanto da presentarsi a Parigi per concludere personalmente la trattativa con il presidente del PSG per Ramos.

La scelta di Amorim come tecnico è una mossa rischiosa per una serie di buoni motivi: 1) perché ha in testa un calcio la cui teoria è opposta a quella praticata da Allegri nel torneo precedente e avrà bisogno di tempo per metterla a terra; 2) perché in Italia lo aspetteranno al varco e proveranno a infilarlo quando sposterà in avanti il blocco della squadra; 3) perché dinanzi a tanti radicali cambiamenti avrà bisogno del sostegno del club che certamente non gli mancherà ma anche di qualche incoraggiante risultato per resistere a qualche eventuale scossone.

Attenzione però: perché adesso l’operazione nuovo Milan va completata. Non certo per fare concorrenza all’Inter che è diventata IRRAGGIUNGIBILE con la sua campagna d’Inghilterra ma per restare almeno nelle prime posizioni di classifica così da rimettere in moto l’entusiasmo del suo pubblico che già l’anno scorso, con la media altissima di spettatori, non gli ha voltato certo le spalle.

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