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Il lungo viaggio a Catania. Come Enrico IV. Ora un difensore. Come è tutto cambiato dalle 16,45 di un sabato di Ferragosto. Ha deciso Amorim!TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti
per Milannews.it

Il lungo viaggio a Catania. Come Enrico IV. Ora un difensore. Come è tutto cambiato dalle 16,45 di un sabato di Ferragosto. Ha deciso Amorim!

Sono partito per Catania. Mi sembra il posto giusto per raccogliere quello che mi serve. Arrivo all’aeroporto, poi prendo l’autostrada A18 Catania-Messina. Esco a Fiumefreddo di Sicilia. Poi seguo la freccia per Linguaglossa e salgo lungo la strada regionale Mareneve fino al piazzale di Piano Provenzale. Lo spettacolo è affascinante. L’Etna è maestoso, con un rumore sordo, come se si sentisse Vulcano, il dio della metallurgia, picchiare sull’incudine, aiutato dai Ciclopi. Apro la borsa e infilo quelle minuscole particelle di roccia, che sono diventate cenere vulcanica. Ritorno verso l’aeroporto con aria soddisfatta. Lo dovevo a Gerry Cardinale. Ho sempre creduto a tutti coloro che avevano, da anni, sostenuto che non avesse il denaro da investire sul Milan. A dire il vero, quello che è successo a gennaio, quando il povero Max aveva pietito due acquisti, due maledettissimi rinforzi, per competere con l’Inter e assicurarsi, senza problemi, un piazzamento Champions, senza alcun risultato: “No Money”, mi sembrava la giusta conferma sul generale scetticismo.

Dopo i tre acquisti da cento milioni, Ramos, Gila e Diawara, molti pensavano, io compreso, che senza cessioni il mercato fosse costretto a una brusca frenata. Nonostante Cardinale ripetesse che non ci sarebbero stati collegamenti tra uscite ed entrate. Poi, d’improvviso, altri 45 milioni cash, più 20 di bonus, per Diego Moreira, un giocatore dalle eccellenti qualità, la figura ideale, si dice, per i palati fini di San Siro.

Allora mi sono deciso. Ho prenotato il volo per Fontanarossa, ricordando un famoso episodio del 1007. Quando l’imperatore Enrico IV ha atteso tre giorni fuori dal Castello di Matilde di Canossa, a piedi nudi con il capo cosparso di cenere, segno di pentimento, per chiedere il perdono al Papa. Certo, nessuno mi vedrà davanti alla porta del “Portrait” di Corso Venezia, uno degli alberghi preferiti di Cardinale, a piedi nudi, ma un poco di cenere dell’Etna la voglio mettere sulla testa. Che mi toglierò, con forza, con il rischio di ricadute quanto a dubbi e scetticismo, se l’uomo RedBird non completerà il ricco mercato del Milan con l’acquisto di un forte difensore centrale, senza la presenza del quale rischiano di essere vanificati gli alti investimenti di questa estate 2026.

Certo che, alle 16,45 di sabato, quando mi sono seduto allo stadio Tarczynski di Breslavia, fila 5, posto 7, per passare un Ferragosto rossonero, come i tifosi di Seregno e molti altri, presenti dietro la porta, mai mi sarei aspettato di scrivere queste righe. Dopo aver dominato il Manchester, grazie a un intenso pressing e un fine palleggio, con la palla che filava ilare e leggera, tra un piede e l’altro degli uomini di Amorim. Dopo altri milioni spesi per rafforzare la squadra, con l’intima soddisfazione che finalmente i dirigenti rossoneri abbiano capito la differenza tra costi e investimenti. Dopo l’arrivo di un giocatore che potrebbe eccitare la fantasia di San Siro.

Pare insomma tutto cambiato, alla fine di un’estate partita benissimo sul tavolo delle trattative, ma deludente poi sul campo verde delle partite.

I prossimi saranno quattordici giorni di fuoco, tra trattative di mercato, tante uscite e qualche entrata, e campionato. Amorim è stato deciso, ben seguito da Cardinale, ad anteporre le esigenze ambientali di Milanello a quelle economiche e tecniche. Il tecnico portoghese non ha voluto perdere energie con giocatori che non dessero piena garanzia sul piano della dedizione al lavoro, cercando di evitare i problemi che hanno a lungo tormentato Max Allegri nella stagione scorsa.

Sarà come sempre il tempo a essere il padrone della verità, però oggi la squadra rossonera appare rinforzata. In controtendenza rispetto agli ultimi tristissimi anni del nostro caro, vecchio Milan!

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