Si parte con rosa incompleta e conferme discutibili
Inizia la stagione 2026-2027 anche per il Milan, un'annata che si preannuncia molto, molto importante. Va ricordato che la squadra rossonera arriva da due fallimenti: un quinto posto lo scorso anno e un ottavo due anni fa.
È stato un mercato, fin qui, di alti e bassi. Una prima fase in cui, con Gonzalo Ramos e Gila, si è approcciato con determinazione. Una seconda parte in cui, per quaranta giorni, non si sono registrate operazioni, prima di Diego Moreira che ha riportato entusiasmo tra il popolo rossonero. Ora però c'è la fase più importante, quella in cui bisogna completare il mercato, anche perché tra pochi giorni i giochi saranno fatti e non sarà più possibile intervenire.
E la rosa non è completa. Mancano troppi pedine importanti rispetto a quelli che erano i programmi e la volontà espressa da Cardinale. Che, lo ricordiamo, voleva consegnare ad Amorim la rosa completa il prima possibile.
Per alzare davvero il livello manca ancora un difensore centrale, un altro centrocampista e il famoso trequartista, oltre al vice Gonzalo Ramos, vista la quasi certa uscita di Santiago Gimenez. Mi rifiuto di credere che alla fine il Milan resterà così nel reparto difensivo, con l'unico rinforzo Gila, oltre a Diawara che però oggi vale come un Odogu e quindi non può essere considerato. Il reparto non verrebbe rinforzato a dovere, considerato che quest'anno sarà molto più sollecitato rispetto allo scorso anno, quando c'era un'idea tattica diversa con Allegri e una difesa molto più protetta. Proprio perché è cambiata la filosofia eil Milan esprimerà un gioco d'attacco, sarebbe fondamentale inserire un perno centrale di alto livello che possa trasmettere sicurezza al reparto e alla squadra intera. In caso di mancato arrivo, ci sarebbe un vuoto importante lì dietro.
Restano perplessità poi su tante conferme di giocatori che, come abbiamo visto, non erano all'altezza del Milan. Amorim proverà a rilanciare tra gli altri Terraciano, he resta probabilmente per la questione liste. Oltre a Musah: non so cosa ci abbia visto in questo precampionato Amorim. Stesso discorso per Loftus-Cheek e soprattutto Estupiñan. Il caso del colombiano è emblematico: una stagione pessima, la partenza sembrava certa e invece alla fine molto probabilmente resterà. Per quello che si è visto lo scorso anno, non meritava una seconda chance.
Oggi sarà importante partire col piede giusto, per la classifica, per il morale, per la considerazione sul progetto di Amorim dal di fuori e soprattutto dentro lo spogliatoio. Non sarà facile guardando gli undici che scenderanno in campo. Ecco, questo Milan può battere il Torino, ma non ha sicuramente una formazione, oggi almeno, di altissimo livello.


