Difesa ad oltranza, a che pro?
Luca Guazzoni
Venderlo o non venderlo? Il dilemma di Amleto si addice alla perfezione per la situazione odierna di Robinho. Il brasiliano, dopo il gol di importanza capitale contro il Torino, è sceso in campo contro la Reggina per alzare il tasso tecnico del Milan ed invece è incappato in una serata no. Male la sua prova nello spirito e quindi di conseguenza male nel risultato finale.
Il Milan si sta difendendo ad oltranza dall’assalto del Santos che vorrebbe riportarsi in casa il suo prediletto in vista del mondiale 2014 e della cessione di Neymar. In Brasile danno l’accordo per la sua cessione per già fatto bruciando qualche tappa. L’offerta, come confermato dal presidente del Santos e dal club di via Turati, c’è stata ma il Milan non l’ha nemmeno considerata.
Ma a che pro?
Robinho in questo momento non è un titolare fisso nello scacchiere di Allegri, suo massimo estimatore, e il suo contrattone da 4 milioni netti pesa come un macigno a bilancio. Il brasiliano poi è stato chiaro: vorrebbe tornare in patria, senza tuttavia arrivare allo scontro con il Milan, club che lo ha sempre trattato con i guanti. Ma alla fine prevarrà la volontà del giocatore di lasciare l’Europa. Sotto la neve di Milano (traffico folle oggi nel capoluogo, ndr) il Diavolo pare aver sciolto gli indugi. E così cessione sarà. Perché è inutile avere nel proprio arco una freccia che odora di saudade e nostalgia di casa.


