Balotelli tra chiusura e reminiscenza, in attesa del futuro di Robinho
Matteo Calcagni
"Stiamo considerando tre, quattro giocatori ma i nomi non ve li dico altrimenti saltano le trattative e i prezzi in area. Abbiamo intenzione di rafforzarci". Parole e musica di Silvio Berlusconi, deciso a riportare la sua squadra ad altissimi livelli nel più breve tempo possibile. La caccia agli obiettivi è già iniziata, ma le bocche rossonere sono cucite e, almeno per ora, non hanno regalato alcuni indizio. Un indizio, o meglio dire una chiusura, è arrivato invece per Mario Balotelli: il Presidente ha dichiarato di non vederlo con la maglia del Milan, spazzando via in un sol colpo i perpetui rumours delle ultime settimane. Bisogna però ricordare che, nell'estate del 2010, lo stesso Berlusconi usò parole simili per Ibrahimovic, il quale fu poi ingaggiato dopo appena un mese.
L'attaccante bresciano sta vivendo una situazione complicata al City, un po' come accadde per Zlatan al Barcellona: lo spazio per il colpo ci sarebbe, ma i costi sono elevati, forse troppo... Meglio concentrarsi su Robinho, il cui desiderio di partire è stato sostazialmente "ufficializzato" da Adriano Galliani. Il fatto che se ne parli così insistemente è sintomo di probabile partenza, tenendo conto dei fitti contatti fra il Milan e le squadra brasiliane (a cui si unisce la mediazione di Raiola): c'è la sensazione che la dirigenza rossonera voglia far scatenare un'asta, portando il Santos ad innalzare considerevolmente la prima offerta effettuata (circa 6 milioni di euro). In caso di cessione dell'attaccante verdeoro, inevitabilmente, il Diavolo dovrà tuffarsi sul mercato per un sostituto: visto il peso tecnico di Robinho, che tra l'altro è uno degli elementi più esperti della rosa, si dovrebbe puntare su un nome altrettanto importante. E qui l'immaginazione porta nuovamente a Manchester, ma la realtà non sempre va di pari passo...


