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Rowe resta in rossoblù: la Dea vira su Cambiaghi e LangTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Rowe resta in rossoblù: la Dea vira su Cambiaghi e Lang

Respinta la proposta da 35 milioni più bonus, Di Vaio blinda l'inglese: la Dea studia le alternative per la fascia

L'assalto dell'Atalanta a Jonathan Rowe si è schiantato contro la fermezza del Bologna. Dalla Dea era partita nelle ultime ore una proposta da 35 milioni di euro più bonus per l'esterno inglese, cifra che avrebbe riscritto la storia degli investimenti nerazzurri, ma dall'Emilia è arrivato un no netto. E in casa bergamasca, almeno per ora, non c'è l'intenzione di andare oltre una valutazione già giudicata generosa.

LA RICHIESTA DI SARRI - Tutto nasce dallo 0-0 dell'andata dei playoff di Conference League con l'Hapoel Tel Aviv. Al termine di quella serata Maurizio Sarri aveva lasciato intendere, senza dirlo apertamente, che un'ala in più cambierebbe il volto della rosa. Messaggio recepito: la dirigenza ha concentrato le proprie energie esattamente su quella casella, nella logica di consegnare al nuovo allenatore un organico adeguato per il suo primo anno a Bergamo.

IL MURO DI DI VAIO - A ribadire la linea rossoblù ci ha pensato il direttore sportivo Marco Di Vaio, che a bordocampo del Dall'Ara, poco prima del ko con la Lazio, non ha lasciato spiragli: «È un giocatore importante per noi, un giocatore che ha fatto vedere le sue qualità soprattutto nella seconda parte della stagione». Parole raccolte da La Gazzetta dello Sport, accompagnate da un richiamo al calendario: «A sei giorni dalla fine del mercato sono operazioni difficili da portare avanti». Tradotto: smontare la squadra a campionato avviato non rientra nei piani di chi punta anch'esso a un posto in Europa.

PERCHÉ IL BOLOGNA NON MOLLA - Gli otto gol e i cinque assist della scorsa annata, la prima in Serie A per Jonathan Rowe, hanno trasformato l'esterno in un perno del progetto tecnico. In quest'ottica la panchina iniziale di ieri sera non va letta come un indizio di mercato: l'inglese è subentrato intorno all'ora di gioco proprio a Nicolò Cambiaghi. Pesa poi la cessione di Santiago Castro, salutato a fine luglio in direzione Roma, e pesa soprattutto il fattore tempo: con la finestra estiva agli sgoccioli, individuare un erede all'altezza sarebbe un'impresa. Il mercato, però, resta materia imprevedibile: uno sblocco improvviso, oggi remoto, non può essere cancellato dal tabellone.

LE ALTERNATIVE PER LA FASCIA - Con o senza l'inglese, la Dea vuole comunque un'ala in più. Il colpo a sorpresa arrivato in prestito dal Lipsia, ovvero Eljif Elmas, non esaurisce il discorso, pur avendo il macedone accumulato parecchi chilometri su entrambe le corsie tra Napoli, Germania e Torino. Il nome di Noa Lang resta sullo sfondo: sabato i suoi procuratori, gli stessi che seguono Giorgio Scalvini, si sono visti a Zingonia per quella che è stata definita una visita di cortesia.

CAMBIAGHI E I NOMI A SORPRESA - Nella lista figura anche Cambiaghi, cresciuto nel vivaio nerazzurro dal 2009, quando aveva nove anni, fino al 2020. Ma l'esperienza insegna a non escludere nulla: con una rete di osservatori tra le più affidabili d'Italia, l'Atalanta ha spesso pescato dove nessuno guardava. L'operazione Elmas, chiusa sabato pomeriggio, è la dimostrazione più recente.

Sei giorni per capire se la Dea troverà l'esterno chiesto da Sarri. A Bergamo l'idea è chiara, il nome molto meno.

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