Serie A a 16 squadre, la ricetta di ADL. Fu già adottata dopo un altro flop Mondiale
Serie A a 16 squadre e più tempo per le nazionali. Questa è la ricetta di Aurelio De Laurentiis per provare a uscire dalla crisi in cui il movimento calcistico italiano è entrato e dal quale non riesce più a uscire.
8 partite in meno di campionato, più tempo per allenare la Nazionale. Un format adottato dalla nostra Serie A per 30 anni, dal 1934 al 1943 e dal 1967 al 1988.
Curiosamente, la riduzione delle partecipanti decisa nel 1967 fu una conseguenza delle riforme attuate dopo una figuraccia ai Mondiali, quelli dell'estate precedente in Inghilterra, dove la selezione di Edmondo Fabbri uscì ai gironi per mano della Corea del Nord del "dentista" Pak Do-Ik. La prima decisione fu di chiudere le frontiere: niente più stranieri, a partire dalla stagione 1966/67. Meno stranieri uguale meno qualità, il che ha portato a ridurre da 18 a 16 le squadre partecipanti.
Risultati in campo? Arriverà un Europeo nel 1968 e una finale ai Mondiali in Messico nel 1970. Nel 1978 gli azzurri arrivano quarti in Argentina, nel 1982 campioni del mondo (da due anni intanto sono tornati gli stranieri). Si chiude con una semifinale agli Europei del 1988. L'ultimo campionato a 16 squadre è quello dell'edizione 1987/88, quello del primo Milan di Arrigo Sacchi (che oggi compie 80 anni) che vinse il suo 11° scudetto, superando dopo una clamorosa rimonta, il Napoli di Maradona. Dopo quel torneo si passerà a 18 squadre, fino al 2004 quando verrà adottato il format a 20.
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