Jashari invece di un nuovo Milinkovic-Savic. E poi... perché Tare è al passo d'addio
Il fischio d'inizio di Genoa-Milan alle ore 12.00, live testuale su TMW
In qualunque direzione andrà in estate la rivoluzione dirigenziale in casa Milan tutti - a partire da Gerry Cardinale - hanno una certezza: il prossimo anno il direttore sportivo non sarà più Igli Tare. L'uomo mercato albanese che solo un paio di settimane fa, in una intervista a DAZN, parlava di una dirigenza tutta allineata è praticamente fuori dai giochi con qualsiasi scenario. Sia con Ibrahimovic che senza. Sia con Furlani che senza. Anche senza entrambi. Ieri Massimiliano Allegri ha detto in conferenza stampa che con Igli c'è piena sintonia, ma proprio il fatto che l'ex DS della Lazio in questi mesi abbia troppo spesso fatto coppia solo con l'allenatore l'ha di fatto escluso dai giochi. Questione di rapporti di forza, ma anche di un mercato che ha lasciato tanti, troppi dubbi. Vero infatti che Tare la scorsa estate non ha sempre avuto grossa voce in capitolo, ma di fatto colloquiare e convincere Luka Modric - innesto a parametro zero - passerà alla storia come la sua miglior mossa da dirigente rossonero.
Nell'analisi del suo operato al Milan peserà soprattutto aver puntato tante fiches sull'acquisto di Ardon Jashari. L'obiettivo dieci anni dopo l'acquisto di Sergej Milinković-Savić dal Genk era quello di portare in Italia un altro centrocampista dominante. E invece stavolta dal Belgio è arrivato un calciatore da 40 milioni di euro che ha faticato a imporsi come titolare.
Ma a convincere poco sono stati anche gli esterni, Estupinan e Athekame, altri 27 milioni di euro complessivi. E poi David Odogu, sette milioni nelle casse del Wolfsburg per una stagione da... chi l'ha visto. La verità è che il mercato del Milan Modric e Rabiot a parte un anno dopo può essere considerato un totale fallimento. E se per Nkunku o Ricci le responsabilità di Tare sono molto relative, per tante scommesse - anche Fullkrug a gennaio - il direttore sportivo albanese si è speso in prima persona senza ottenere i risultati sperati. Non è certo l'unico colpevole di una stagione che ha preso una brutta piega, un'annata in cui ora c'è solo da salvare il salvabile. Ma Tare dopo le prossime due partite sarà sicuramente il primo a pagare.
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