Abete: "Il programma di Malagò è più ecumenico, punta a non urtare sensibilità di nessuno"
Giancarlo Abete, candidato presidente della FIGC, ha parlato a margine di “Athora Game on 2026 - All Stars Night” della corsa alla Federcalcio: “Il programma di Malagò, utilizzando un termine che va interpretato correttamente, un po’ ecumenico. Si tratta di non urtare sensibilità di nessuno. Il mio è un pochino più tranchant, su alcune valutazioni: probabilmente è fisiologico, dipende dal fatto che io vengo da un’esperienza interna e ho più facilità a individuare delle criticità. Mentre il presidente Malagò giustamente viene da fuori ed è giusto che il primo approccio sia di tipo sistematico, nel tentativo di tenere insieme le componenti. Vogliamo farlo tutti, ma la storia ha dimostrato che non basta il 100% dei voti per dare luogo a un progetto di rinnovamento, troppi voti determinato più un vincolo che una possibilità. Per questo, io ho presentato una candidatura, che nasce dal fatto di correre il rischio, sulla base di una indicazione importante dalla Lega Serie A, che ci fosse una situazione di un presidente deus ex machina che risolve problemi. La verità è che in consiglio federale il voto del presidente vale uno, e che ci sono una serie di rappresentanti di mondi diversi, che faticano a trovare una sintesi. Il nuovo presidente si troverà a confrontarsi con una grande parte del consiglio che sarà invariato”.
Vede punti deboli nel programma di Malagò?
“No, non ho detto questo. Il suo obiettivo è mettere su un programma condiviso. Il problema è l’applicazione. Io avevo l’opportunità e la necessità di chiarire delle situazioni sulla base dell’esperienza maturata. Ci vuole più assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti, al momento non c’è stata”.
Qual è il suo programma per lo sviluppo del calcio femminile?
“Ha costituito un fiore all’occhiello della Federcalcio, è la prima a essere andata verso il professionismo. Poi c’è tutta la realtà della filiera, che ancora soffre. Nonostante ci siano stati dei miglioramenti negli anni, questo processo adesso si è bloccato. Se andiamo a vedere i tesseramenti del 25/26 rispetto agli anni precedenti, la crescita non c’è più”.
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