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Roma, Poggi ricorda lo scudetto: "Era straordinaria. In allenamento ero ammaliato"TUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Oggi alle 15:17Serie A
di Lucio Marinucci

Roma, Poggi ricorda lo scudetto: "Era straordinaria. In allenamento ero ammaliato"

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Paolo Poggi, ex calciatore fra le altre di Udinese, Venezia, Torino e Roma, ha commentato vari temi nel corso del suo intervento alla radio di Tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole sul Mondiale, sul Milan e sulla Roma. Nella notte Messi ha segnato una tripletta, annientando l'Algeria e raggiungendo Klose come miglior marcatore nella storia dei Mondiali. È il calciatore più forte di tutti i tempi? "Il percorso di Messi lo conosciamo tutti, sin da quando inziò ad entusiasmare a neanche diciotto anni. Abbiamo avuto grande possibilità di seguirlo e quindi ce lo siamo goduto a lungo. Ritengo che i due in assoluto che più hanno lasciato un segno nella storia siano lui e Maradona. Un termine di paragone con quest'ultimo mi risulta difficile perché l'ho seguito di meno, ma se proprio devo fare un nome dico Messi". Anche Haaland e Mbappé hanno siglato una doppietta a testa. In un'ipotetica squadra quale sceglieresti? "Parliamo di due giocatori fantastici, con dei numeri assurdi. Fra i due però scelgo Mbappé per una questione prettamente estetica. Mi piace la sua velocità e il suo modo di saltare l'uomo". Al Milan nel frattempo salta anche l'arrivo di Kroesche e Hardung in dirigenza. Che momento è per il club rossonero? "Nel momento in cui tante figure dicono no al Milan vuol dire che c'è un problema a monte. Non è più una situazione accettabile per uno dei club più tifati al mondo e trovo questo momento sempre più ridicolo e surreale". Venticinque anni fa vincevi lo scudetto con la Roma. Che ricordi hai? "Mi ricordo di aver fatto parte di quella rosa perché li guardavo ammaliati. Quella squadra me la sono gustata, dato che ho avuto il privilegio di allenarmi con gente che faceva cose straordinarie. Se non ti allenavi al cento per cento rischiavi veramente di fare delle figuracce. In quella stagione la Roma raccolse esattamente ciò che meritava, non solo per i furoiclasse, ma anche per il resto della squadra. Poi c'era Capello, che era un vincente e che prediligeva la sostanza".